La riforma della giustizia vista dall’estero

Diversi quotidiani esteri hanno seguito con interesse gli sviluppi della riforma della giustizia attuata dal Governo Berlusconi. Vi segnalo alcuni articoli che ritengo i più interessanti.

Dall’America, il New York Times tuona: “Italian Justice Legislation Could End Berlusconi Trials”, ovvero “La giustizia legislativa italiana potrebbe chiudere i processi di Berlusconi.” Nell’articolo si legge: “La Camera ha approvato una misura destinata ad accelerare il sistema giudiziario notoriamente lento in Italia, portando il paese in linea con gli standard europei” ma nello stesso tempo “termineranno numerosi processi in corso contro il premier Silvio Berlusconi”. “L’Unione europea ha ripetutamente ammonito l’Italia per la lentezza dei suoi tribunali – spiega il corrispondente – ma l’opposizione di centro-sinistra e di molti italiani hanno criticato la riforma in quanto faciliterà Berlusconi nei confronti dei suoi guai legale, piuttosto che affrontare le questioni più urgenti del paese”. Un ultimo riferimento viene fatto ovviamente al noto caso Mills: Se passa la legge sarà prevista la chiusura del processo iniziato nel 2006, in cui Berlusconi è accusato di aver corrotto un avvocato inglese, David Mills, in cambio della sua testimonianza”.

Sulla stessa linea anche il Washington Post, altro autorevole quotidiano americano, il quale fra le sue pagine titola: “Italy parliament OKs bill to cut length of trials, ending Berlusconi’s bribery trial”, letteralmente “Il Parlamento italiano da l’OK al disegno di legge per tagliare la durata dei processi, che chiuderà il processo di corruzione di Berlusconi”. All’interno dell’articolo viene spiegato che “la riforma è una misura per soddisfare i suoi interessi (ndr. Berlusconi) sulla scia di un disegno di legge per l’immunità approvata lo scorso anno”. L’analisi del quotidiano statunitense è chiarissima: “oltre al processo di Berlusconi, la misura di giustizia mette a rischio alcuni casi importanti, tra cui l’esplosione micidiale di un treno nel 2009 (ndr. Viareggio)”.

Il The Guardian si concentra invece sulla possibile successione al Premier, titolando: “Silvio Berlusconi names justice minister Angelino Alfano as likely successor”, tradotto “Silvio Berlusconi nomina il ministro della Giustizia Angelino Alfano come probabile successore.” Neanche al quotidiano inglese sfugge la riforma giudiziaria, nell’articolo si legge che “circa 14.000 casi” verranno interrotti e sarà “demolito il processo Mills”. “Berlusconi e la maggioranza hanno difeso il provvedimento – viene aggiunto dal reporter – che desidera ridurre i procedimenti giudiziari in un sistema noto per ritardi”. Fra gli impuniti, segnala il The Guardian, “i costruttori, i funzionari e gli imprenditori di proprietà sospettari di responsabilità per le morti che si sono verificati durante il terremoto dell’Aquila nel 2009”.

 “Une loi sur la justice favorable à Berlusconi adoptée par le Parlement”, vale a dire “Un atto di giustizia a sostegno di Berlusconi è approvato dal Parlamento”, segnala dalla Francia Le Monde. Dalle pagine del quotidiano transalpino viene raccontata la protesta davanti al Parlamento, dove “prima della votazione, circa 200 partenti delle vittime del terremoto de L’Aquila (308 morti il 6 aprile 2009), del disastro ferroviario di Viareggio (29 morti nel 29 giugno 2009) e del crollo finanziario della Parmalat, hanno dimostrato contro questa legge temendo che ostacoli la giustizia”. Nonostante tutto, dopo il voto della Camera la palla passa al Senato, dove “una volta ricevuto il voto finale, la nuova legge accorcerà di otto mesi il processo Mills, dove Berlusconi è accusato di aver corrotto un testimone”.

Il quotidiano spagnolo El Pais attacca duramente il Governo italiano: “El Parlamento italiano aprueba una ley que libra a Berlusconi de dos juicios”, ovvero “Il parlamento italiano ha approvato una legge che libera Berlusconi dai giudici”. Miguel Mora, corrispondente in Italia per il principale quotidiano iberico, non lascia scampo al Premier secondo il quale ha adottato “una scusa inventata al volo – motivando la legge come una soluzione non ‘ad personam’ ma conforme al volere dell’Unione Europea che più volte ha redarguito la lentezza dei procedimenti italiani – per dare una patina di legittimità alla riforma”. “In quasi undici anni alla guida del paese – aggiunge Mora – Berlusconi ha approvato 29 leggi di immunità considerati ‘ad personam’, che hanno contribuito a fermare o sbarazzarsi di 28 processi”. La chiusura dell’articolo è davvero cristallina, dopo aver fatto riferimento ai numerosi manifestanti presenti davanti al Parlamento, El País conclude: “È stato chiaro ancora una volta che in Italia non tutti sono uguali davanti alla legge”.

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