L’elisoccorso fantasma

Nel bilancio preventivo del 2007 della Provincia di Palermo vengono stanziati 180 mila euro per la realizzazione di una pista elisoccorso a Mazzarino. Con la riforma sanitaria Russo-Failla e la successiva riconversione dell’ospedale “Santo Stefano” di Mazzarino viene ribadito il progetto della realizzazzione dell’elisuperficie. Tutt’oggi l’opera non è stata realizzata, al suo posto una “pista d’emergenza” e “provvisoria” senza segnaletica e con difficile accesso. I soldi giaciono ancora nelle casse del comune di Mazzarino.

Articolo originale pubblicato il 15 luglio 2011 sul Corriere del Mezzogiorno.it a firma di Saul Caia e Rosario Sardella.

CALTANISSETTA – Di sicuro c’è che la notte non funziona: il servizio-diritto è limitato alle ore diurne. Pietre, terriccio, erbacce, una strada impervia piena di buche e un catenaccio che chiude il sentiero. Per raggiungere l’area di emergenza, dunque, un’ambulanza è costretta a ridurre drasticamente la velocità. E se dovesse piovere l’area diventerebbe del tutto irraggiungibile. È la “moderna” pista dell’elisoccorso a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, e dovrebbe servire l’ospedale Santo Stefano, l’unico presidio medico del comprensorio e riferimento sanitario di diversi comuni (Riesi, Sommatino, Butera). Con l’entrata in vigore della riforma sanitaria regionale si predisponeva l’immediata chiusura dell’ospedale e la sua riconversione in PTA (presidio territoriale assistenziale), quindi il potenziamento dei servizi e l’istituzione di altri tra cui quello dell’elisoccorso, inizialmente pensato all’interno dell’area del “Santo Stefano”, nell’ex zona laboratorio analisi. Ma per i cittadini, che hanno anche formato un comitato pro-ospedale, si tratta di «uno “scippo” del diritto alla salute. Siamo rimasti senza ospedale e con una pista di elisoccorso per l’emergenza da “terzo mondo”».

Ma, a dispetto delle polemiche sulla pista, l’azienda ospedaliera di Caltanissetta è entusiasta per ciò che ha contribuito a realizzare. Il direttore generale Paolo Cantaro ci tiene a sottolineare come «siano già stati fatti dei tentativi di atterraggio portati a buon fine e che il servizio di elisoccorso è stato realizzato a costo zero dall’azienda ospedaliera». Ma, tra gli abitanti della zona, pare che nessuno abbia visto nulla. Neanche chi presiede la Commissione speciale sanità istituita dal comune di Mazzarino. E sembra che gli stessi amministratori locali non hanno mai visto l’elicottero sorvolare la città. Non vi sono segnaletiche luminose, indicazioni stradali, nessun requisito affinché quell’area venga definita una pista per l’elisoccorso. E come si suol dire “al danno si aggiunge la beffa”.

Due anni fa la provincia regionale di Caltanissetta aveva stanziato ben 180 mila euro favore del comune di Mazzarino proprio per costruire una pista di elisoccorso. Ma quei fondi sono rimasti chiusi in qualche «cassetto» dell’ente. «I soldi sono ancora lì – ci rassicura il consulente del sindaco e consigliere provinciale Gaetano Petralia (Pid). Ho verificato personalmente il bilancio della provincia. Entro un anno tutto sarà fatto». Ma sembra che anche l’area individuata come soluzione tampone, in quanto parte del P.I.P. (piano insediamento produttivo) non sarà toccata da questi finanziamenti, che saranno invece “dirottati” in un area destinata al verde pubblico, dove il comune dovrebbe intervenire con delle “manovre” sul P.rg., espropriando una parte dei terreni. Proteste, sciopero della fame, finanziamenti lasciati nei cassetti, opere mai realizzate, sembra essere questa la sanità da queste parti, nel ventre della Sicilia, dove i riflettori non si accendono mai se non quando ci “scappa” la tragedia.

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