Il calcio nuovamente in farmacia?

Sembra passato un secolo da quella torrida estate del 1998 quando lo sport più amato dagli italiani venne sconvolto per sempre. “Il calcio deve uscire dalle farmacie”, tuonò Zdenek Zeman, allora allenatore della Roma. A partire da quella frase niente fu più lo stesso. Iniziò la caccia alle streghe, si susseguirono tantissimi casi di doping di tutti i tipi e parallelamente un’infinito processo alla Juventus e al suo medico sociale Riccardo Agricola, che però non portò mai a sciogliere i tanti dubbi. I sospetti rimangono vivi negli occhi degli appassinati, mentre oggi emergono strani casi legati ai giocatori del Milan. Prima Gattuso e poi Cassano vengono colpiti da traumi neurologici che li costringono a stare lontano dai campi. Cos’ha prodotto questi traumi? Stress? Doping? Ma il calcio è uscito davvero dalle farmacia? Persino il Fatto Quotidiano s’interroga sulla vicenda. Al momento non sappiano le vere cause dei malori che hanno colpito i milanisti. Tra l’altro proprio Gattuso si rifiutò insieme a Pancaro, nel marzo del 2005, ad un controllo antidoping nel post partita Roma-Milan. In questa breve memoria però, proviamo a elencare i grandi casi di doping che hanno segnato il calcio italiano.

>> COCAINA <<

Il primo caso risale al 1991, l’argentino Diego Armando Maradona bandiera indiscussa del Napoli, risultò positivo alle analisi, venne condannato a 15 mesi di squalifica e 14 mesi di prigione per possesso di stupefacenti. Non scontò mai la pena. Alcuni anni dopo risultò recidivo durante il Mondiale Usa ’94 quando venne espulso dalla competizione per essere risultato positivo all’efedrina.

Altro argentino è Claudio Caniggia che il 21 marzo 1993, mentre militava nella Roma, venne trovato positivo e squalificato per 13 mesi. Il primo italiano fu invece il portiere del Perugia, Angelo Pagotto scoperto il 20 novembre del ’99. Gli costò 2 anni di squalifica. Anche lui recidivo. Il 28 aprile 2007 al termine della partita Crotone-Spezia di Serie B risulta nuovamente positivo. Questa volta la Corte di Giustizia della Figc lo condanna a 8 anni di squalifica. Nel 2001 toccò invece a Davide Olivares centrocampista del Como che fu sospeso per 8 mesi.

Noto a tutti fu il caso del rumeno Adrian Mutu che nel settembre 2004, quando militava nel Chelsea, venne trovato positivo alla “polvere bianca”. Licenziato in tronco il 29 ottobre, fu squalificato a 7 mesi e costretto a pagare una multa di 20.000 sterline alla FA (federazione inglese). Il 10 gennaio 2010 quando indossava la maglia della Fiorentina, al termine del match contro il Bari, risulta positivo al metaboliti della sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame. Sospeso per precauzione, viene ritrovato positivo il 20 gennaio, dopo la partita di Coppa Italia con la Lazio e squalificato a 9 mesi.

Jonathan Bachini militava nel Brescia quanto al controllo antidoping le analisi indicavano positività al metaboliti della cocaina. Il 26 novembre 2004 viene squalificato per 9 mesi e licenziato dal club lombardo. La CAF confermerà la squalifica portandola addirittura a 1 anno. Nell’estate successiva ritorna a giocare e lo fa con la maglia del Siena, ma cade nuovamente nell’orbita della positività scoperta il 4 dicembre 2005 al termine del match contro la Lazio (4 dicembre 2005). Dapprima sospeso (3 marzo 2006) in via cautelare viene squalificato a vita e radiato il 30 marzo 2006.

Nicholas Caglioni sospeso il 12 marzo 2007 dalla corte disciplinare per essere risultato positivo al seguito di un controllo antidoping effettuato dopo la partita Messina-Catania disputata l’11 febbraio. Per lui squalifica di 18 mesi.

Mark Iuliano nel 2007/2008 mentre militava nel Ravenna in C1 viene trovato positivo al test per benzoilecgonima, un metabolica della cocaina. Condannato a 2 anni di squalifica e un risarcimento danni di 10.000 euro per la società romagnola per danni d’immagine.

Francesco Flachi l’attaccante sampdoriano il 21 febbraio 2007 viene trovato anche lui positivo al benzoilecgonima, in seguito al controllo post-partita Sampdoria-Inter del 28 gennaio 2008. La commissione disciplinare lo squalifica per 24 mesi. Ritornerà a giocare con il Brescia ma anche in questo caso risulterà recidivo il 19 dicembre 2009, al termine della partita Brescia-Modena. Il tribunale nazionale antidoping lo sanziona con 12 anni di squalifica.

Moris Carrozzieri trasferitosi da pochi mesi al Palermo, il 23 aprile 2009 risulta positivo ad un controllo anti-doping successivo alla partita Palermo-Torino del 5 aprile. Viene sospeso dall’attività agonistica per 2 anni.

>> NANDROLONE <<

Il primo caso che viene segnalto è quello del russo Igor Salimov, giocatore del Napoli nel 1999, trovato positivo venne squalificato per 2 anni. Poi toccò alla coppia Cristian BucchiSalvatore Monaco, che durante la stagione 2000/2001, quando militavano nel Perugia risultano positivi ad un controllo e squalificati per 1 anno.

Diversi casi si susseguirono nella stagione 2001, a cominciare da quello di Andrea Da Rold giocatore del Pescara positivo alle analisi del 19 gennaio 2001, per lui la commissione scelse la squalifica di 8 mesi. Il portiere Jean François Gillet pochi giorni dopo in occasione del match Bari-Reggina risultò anch’egli positivo. Venne chiesto 2 anni di squalifica, ma al termine dell’indagine fu prosciolto in quanto “la legge era incompleta perché non erano ancora stabilite le categorie dei farmaci dopanti”.

Il portoghese Fernando Couto al seguito della partita Fiorentina-Lazio (del 28 gennaio 2001) fu sospeso per 4 mesi. Nicola Caccia e Stefano Sacchetti (maggio 2001) in seguito ad un controllo post-partita in Sampdoria-Piacenza del dicembre 2000 furono squalificati a 8 mesi, ridotta in seguito a 4 dalla CAF.

Edgar Davids, centrocampista della Juventus, il 17 maggio 2001 venne sospeso dalla FIFA dopo essere risultato positivo ad uno steroide vietato, il nandrolone assunto in occasione dell’amichevole tra Olanda-Turchia. La CAF decise per lui 5 mesi di squalifica. Stessa condanna inflitta a Stefano Torrisi, difensore del Parma, accertato dalle analisi del 1° aprile contro il Bologna.

L’olandese Jaap Stam, neo-acquisto della Lazio, venne pescato nel post-partita Atalanta-Lazio (13 ottobre 2001). Gli vennero inflitti 4 mesi di stop. Storia complicata invece quella dello spagnolo Josep Guardiola trovato positivo quando militava nel Brescia di Mazzone (Brescia-Piacenza del 21 novembre 2001). Squalificato per 4 mesi e condannato a 7 mesi di prigione e al pagamento di una multa di 2.000 euro. Molti anni dopo, maggio 2009, la Corte di giustizia della Figc ha cancellato l’accusa ammettendo che il corpo del giocatore produceva più “nandrolone del normale”.

Infine gli ultimi casi riscontrati risalgono al 2003, il 14 settembre fu colto in fragrante Manuele Blasi centrocampista del Parma, squalificato per 5 mesi. Alcuni giorni più tardi fu la volta del camerunense Mohamed Kallon, l’attaccanti dell’Inter (27 settembre 2003) sospeso per 6 mesi. Caso anomalo quello di Saadi Gheddafi, il libico pur non giocando mai con la maglia del Perugia, e risultando in panchina nel contro la Reggina viene trovato positivo e squalificato per 3 mesi.

>> ALTRI CASI <<

Andrea Carnevale e Angelo Peruzzi, giocatori della Roma nella stagione 1990/1991 vennero squalificati per 12 mesi in quanto risultarono positivi alla fentermina, sostanze attribuite alle pastiglie anti-obesità (Lipopill). Le vicessitudini negative coinvolsero ancora Carnevale che venne condannato agli arresti domiciari nel 2003 per diverse vicende di cocaina, sia come assuntore che come spacciatore.
L’attaccante Marco Borriello risultò positivo al prednisone (metaboliti del cortisone) il 21 dicembre 2006 in occadione del match dell’11ª giornata tra Roma-Milan. Il giocatore milanista spiegò che probabilmente quella sostanza era dovuta all’uso di una crema vaginale della compagna Belen. Ma le controanalisi confermarono la positività e la squalifica di 3 mesi (fino al 21 marzo 2007).
Daniele Mannini e Davide Possanzini ai tempi del Brescia si presentano in ritardo ad un test antidoping nel dicembre 2007 dopo il match contro il Chievo. Il Coni li sospese per 15 giorni, ma il Tas di Losanna invece (29 gennaio 2009) li squalificò per 1 anno, per poi sospendere la pena il 18 marzo dello stesso anno.

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