Comuni Ricicloni Sicilia 2012, ecco la classifica

PALERMO – Villafranca Sicula è il comune siciliano più virtuoso nella nuova classifica 2012 per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il piccolo centro, di appena 1.436 abitanti, in provincia di Agrigento si aggiudica il primo posto (71,95%) nella speciale classifica del dossier “Comuni Ricicloni” stilato da Legambiente e presentato nei giorni scorsi a Palermo nella sede dell’Arpa Sicilia. Secondo i dati, che tengono conto dell’anno 2010, nelle prime 10 posizioni sono presenti tutti comuni con meno di 10.000 abitanti: Lucca Sicula (67,05%), Licodia Eubea (64,91%), Pettineo (64,03%), Calatafimi Segesta (63,63%), Vizzini (63,41%), Capri Leone (59,54%), Mirabella Imbaccari (58,40%), Montevago (57,76%), e Castell’Umberto (57,12%). Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia spicca tra tutti Trapani con il 40%, seguita da Caltanissetta (11,15%) ed Agrigento (8,40%), quest’ultimo in leggero calo rispetto al 2009. Male invece Palermo (7,50%), Messina (5,13%) e Siracusa (4,43%), la maglia nera spetta ad Enna con il solo 1,15%, non pervenuti i dati di Catania.

Molto soddisfatto Stefano Ciofani, vice presidente nazionale di Legambiente, presente all’incontro di Palermo: «Oggi possiamo vantare a livello nazionale ben 1.290 Comuni ricicloni premiati da Legambiente per aver superato nel 2010 il 60% di raccolta differenziata, anche se con evidente disparità tra le diverse aree geografiche: 1.133 sono al Nord, 39 al Centro e 118 al Sud». All’interno della relazione di Ciofani vengono segnalate 10 proposte che favorirebbero la gestione sostenibile dei rifiuti, tra queste: “aumentare il costo dello smaltimento in discarica”, “diffondere la raccolta differenziata domiciliare in tutti i Comuni”, “promuovere la qualità della raccolta differenziata e incentivare il riciclaggio e gli acquisti verdi”, ma soprattutto “introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani” e “chiudere la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti”. Proprio all’emergenza rifiuti si collega l’intervento del Presidente Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana: «Sono ormai passati due anni dall’approvazione della riforma del sistema di gestione integrata dei rifiuti e nulla è cambiato. Anzi, il buco creato dagli ATO si è ulteriormente allargato e a queste “strane” s.p.a. pubbliche che la legge regionale 9/2010 cancellava rimane affidato il compito di garantire la gestione dei rifiuti». Inoltre considerando che sono «in liquidazione ormai da tempo, la loro attività risulta molto limitata in assenza delle “società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti” (S.R.R.) che non sono mai partite».

L’aggravante per Fontana è legata all’operato dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi e del governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, che «dopo il disastroso esito del piano Cuffaro» e senza «l’approvazione di un nuovo piano rifiuti» per l’isola, avevano dichiarato lo stato di emergenza. «Non esistevano le condizioni oggettive di difficoltà per la dichiarazione dell’emergenza», aggiunge il presidente di Legambiente, la situazione non era dovuta ad «un problema di natura strutturale e impiantistica», come avvenuto successivamente in Campania, ma bensì da «una crisi di natura finanziaria ed originata dalla disastrosa gestione degli ATO». Solo chiudendo «immediatamente un’inutile e dannosa gestione commissariale» e garantendo «l’ordinaria applicazione della norma vigente», si potrà «affrontare seriamente la questione rifiuti in Sicilia».

(articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno.it, 4 aprile 2012)

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