Rita Borsellino: «Non mi candido più»

Agguerrita e incazzata Rita Borsellino, intervistata al programma radiofonico “Un giorno da pecora” in diretta da Bruxelles non le lascia a dire dopo le cocenti polemiche legate alle primarie palermitane. I conduttori del programma inziano subito punzecchiandola: «Secondo te ci sono stati dei brogli? Al quartiere Zen..» «Si – spiega la Borsellino – ma non solo. C’è un fascicolo aperto dalla procura, ci sono circa trenta segnalazioni»

«Se non ci fossero stati questi brogli tu avresti vinto?» «Non lo so, io non ho voluto neanche il riconteggio delle schede, io ho detto che il risultato lo accettavo, quello che non accettavo erano le condizioni etico politico in cui si erano svolte queste primarie, ecco perché mi sono tirata fuori assolutamente».

Quando i due conduttori le chiedono, alla luce degli avvenimenti, se si ricandiderà in futuro, la Borsellino è categorica: «Mai più! Mai più da nessuna parte». Nessuno spiragli da parte dell’europarlamentare, nemmeno la possibilità del nuovo mandato a Bruxelles: «Finirò fra due anni, e cosa vengo a fare qui, verrò con la sedia a rotelle?»

«Lascerà la politica fra 2 anni?» «No farò politica come la facevo prima, io solo da cinque anni faccio politica, farò politica sui territori insieme alle persone», la Borsellino lancia una stoccata anche alla politica nelle istituzioni: «Sinceramente mi ha piuttosto deluso e preferirei tornare a fare quello che stavo facendo»

Una parentesi viene aperta nel “caso Palermo”, l’europarlamentare non si sbilancia su chi voterà: «Non lo dico, sono indipendente. Deciderò tra un mese, un mese di tempo, lasciatemi tutto il tempo che mi serve per capire in questo guazzabuglio estremo. Credo che il caso Palermo sia diverso da altri casi. La situazione palermitana credo non abbia eguali». E sui 3 candidati? «Bisogna vedere, non è una cosa chiara, noi in Sicilia non ci facciamo mancare niente. Destra e sinistra ogni tanto le mescoliamo, dobbiamo mettere le carte in ordine. Ferrandelli è sinistra però appoggiato anche da parte della destra. Costa stava da una parte e adesso non si capisce se è dall’altra. E Orlando è sempre contro tutti».

Infine la chiusura è sul sistema totalmente differente tra il modo di lavorare nella politica siciliana e italiana e quella del parlamento europeo. «Ho fatto esperienza con il parlamento siciliano, solo un anno e mezzo, devo dire per fortuna, perché poi fu sciolto anticipatamente, si dimise Cuffaro – spiega la Borsellino – Devo dire che quell’esperienza per me è stata veramente traumatica, ho imparato un sacco di quelle cose che non si devono fare in parlamento, venendo qui ho imparato come si può organizzare il lavoro».

Nel parlamento siciliano «si ha la sensazione che i tempi si dilatino a dismisura, si convoca una riunione e poi la si rinvia 4 o 5 volte, l’aula è convocata per un’ora e poi si fa dopo due ore e poi viene subito rinviata» invece a Bruxelles «si sa perfettamente quello che si fa, a che ora e quale giorno»

Guarda l’intervista integrale

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