Amarcord dei “biscotti”

Nuova estate rovente per il calcio italiano, non sono bastate quelle del ’78/’80 o della recentissima “Moggiopoli”. Torna ancora il sospetto dei match truccati e delle combine. Ma chi segue il calcio, o meglio ancora chi lo ha praticato, ricorda episodi che in questi anni facevano pensare a strani “biscotti”.

Il primo in ordine cronologico è quello del gennaio ’99. Allo stadio Sant’Elena si gioca Venezia-Bari, un match abbastanza noioso, quando al ’90 la svolta. L’anonimo brasiliano Moacir Basto, meglio noto come “Tuta“, segna il 2-1 per i lagunari. Nessuno dei suoi compagni lo abbraccia o festeggi, anzi. Al termine della partita si scatena una rissa sotto al tunnel, i baresi De Rosa e Spinesi aggrediscono verbalmente il brasiliano, mentre Innocenti e Maniero arrivano addirittura alle mani. A fine gara Tuta racconterà ai giornalisti che Maniero gli aveva confidato che il match «sarebbe stato meglio finisse 1-1». Le polemiche post-partita vennero smorzate dal presidentissimo Zamparini: «il ragazzo è da poco arrivato in Italia e non capisce bene la lingua». La magistratura archiviò quando il brasiliano ritrattò le sue dichiarazioni e a fine stagione venne ceduto in fretta e furia all’Atletico Paranaense.

Tutto ritornò nella normalità, o quasi. Nel 2001 durante una pausa pubblicitaria a Pressing Champion League, trasmessa su Italia Uno, Serse Cosmi racconta che «in serie C succedeva di tutto», le squadre che militano nei gironi del sud dove le squadre «vendevano» e «regalavano» partite e favorivano «goal facili» e «rigori discutibili» per aiutare gli avversari. «Quando la squadra era già promossa – spiega Cosmi – si mettevano d’accordo, perdevano 4 a 3 ma all’attaccante facevano fare tre gol. I rigori fioccavano. Il girone sud è così: quando vogliono far vincere la classifica cannonieri a uno…».

Una frase fuori dal coro, eppure se andassimo a guardare meglio forse qualcosa troveremmo. Come quello “strano” 6-4 del primo maggio 2005, al Tardini giocano Parma e Livorno, e i bomber Gilardino e Lucarelli rifilano una quaterna a testa che li porta in testa nella classifica cannonieri.

Oppure il 3-3 di Lecce-Parma dell’ultima di campionato 2005. Una partita scoppiettante e molto tesa, i ducali rimangono in 9 uomini (espulsi Contini e Morfeo) nei minuti finali, ma le squadre sembrano accontentarsi del pareggio, con il pubblico di “Via del Mare” a rumoreggiare mentre Zeman terminerà di seguire la partita da dietro la panchina per protesta. Con quel punto il Parma andrà a giocarsi tutto allo spareggio finale contro il Bologna di Mazzone, per poi batterlo.

Parole, parole, parola. Non è facile dimostrare i sospetti. Quindi rimangono le supposizioni, a volte quasi confermate. Per esempio quel “biscotto scandinavo” di Euro 2004, dove alla Danimarca e alla Svezia per passare il turno di qualificazione ed eliminare l’Italia bastava un 2-2. Un cronista a bordo campo raccontò che lo svedese Edman prima dell’inizio del match chiese ad un avversario: «Pensi che dovremmo fare un bel 2 a 2?», ed il danese Jensen rispose: «Sì, forse potremmo». «Allora fateci fare gol per primi» aggiunse Edman e Jensen si allontanò ridendo. Strano va vero la partita terminò con quel risultato, al 89′ segnò Jonson. Italia fuori dall’Europeo ed indignata, alcuni giorni di mormorii, poi più nessuno fece caso a quella storia.

L’ennesimo sospetto è legato al dicembre scorso, nel match di Champions League la Dinamo Zagabria, ormai eliminata, ospita l’Olympique Lione che per passare il turno deve vincere il match segnando numerosi goal e sperare nella contemporanea sconfitta dell’Ajax a Madrid. Il match del Bernabeu terminerà 3-0, mentre quello in Croazia 7-1 per i francesi che con la differenza goal a favore rispetto agli olandesi passa il turno. Il quotidiano spagnolo “AS” riporterà la foto del croato Vida che strizza l’occhio al francese Gomis dopo la realizzazione del 5-1. Solo un sospetto, l’Uefa dopo i dovuti accertamenti non riscontrerà «nulla di anomalo», come sempre fino alla prossima inchiesta.

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