Siracusa, liquami nella riserva naturale Ciane e Saline

 

Ciane-SalineSIRACUSA – «Fiume Ciane e Saline» inondati da liquami e acque nere, si trasformano da riserva naturale a fogna a cielo aperto. Situata a ridosso del Porto Grande, l’area protetta è stata istituita nel 1984 con un decreto dell’assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, con l’obiettivo di salvaguardare il papiro che cresce lungo il fiume Ciane e per conservare la fauna e la flora presenti nelle saline circostanti. Già sottoposta a notevole impatto ambientale, considerando che la riserva è inserita nella categoria A che ne limita le attività antropiche, mentre all’interno del perimetro sorgono diverse attività commerciali; a queste si aggiunge il canale artificiale Grimaldi, utilizzato dalla Sai8, Consorzio Ato idrico di Siracusa, per convergere le acque reflue provenienti dal depuratore di contrada Canalicchio.

 

Circa il 75% dei reflui delle utenze cittadine viene scaricato, in seguito ad un trattamento di depurazione, all’interno della riserva. Nei giorni scorsi Gaetano Bottaro, un cittadino aretuseo, si era recato alla foce insieme ad amici per fare kitesurf quando si è accorto della notevole presenza di escrementi che rendevano le acque nere e maleodoranti. Ha registrato un video, postato successivamente su un social network dove in pochissime ore è stato condiviso da oltre 2 mila utenti. In realtà Fabio Morreale, presidente dell’associazione «Natura Sicula», spiega che già in passato le acque «a ridosso della foce diventavano rosse, a causa di un processo di eutrofizzazione determinato dalla presenza di sostanze azotate, sversate nel canale Grimaldi attraverso le acque di fogna». Lo scorso marzo la Procura della Repubblica di Siracusa, proprio in seguito alle diverse denunce delle associazioni, aveva disposto il sequestro del depuratore di contrada “Canalicchio”. Dall”inchiesta seguita dai magistrati Marco Bisogni e Delia Boschetto è emerso che l’impianto non è stato posto in manutenzione per «la soluzione dei problemi evidenziati», ed inoltre prevedeva il «ricorso allo sversamento notturno». «Questo depuratore è stato previsto per un utenza di 180 mila abitanti – puntualizza Morreale – che comprende i comuni di Siracusa, Solarino e Floridia, a ciò si aggiungono le acque piovane che spesso hanno mandato in sovraccarico sistema». Le associazioni hanno proposto un’alternativa per risolvere il problema: «Si potrebbe utilizzare la conduttura del fiume Ciane, attualmente dismessa e che in passato serviva a fornire le acque dolci agli impianti di raffreddamento del polo petrolchimico di Priolo – conclude Morreale – per addurre i reflui al depuratore IAS di Priolo, che consentirebbe di sversarli ad un chilometro e 800 metri dalla costa, in mare aperto». Una soluzione condivisa da Carlo Gradenico, membro del coordinamento SOS Siracusa, che «potrebbe rivalutare l’area Ciane-Saline e renderla fruibile a qualsiasi turista, come già avviene per Vendicari».

(articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno.it, 16 luglio 2012) 

Ecco alcune immagini della presenza di reflui nella riserva 

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