Lombardo insiste: “Ma quale default, Monti deve un miliardo ai siciliani”

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Catania – «La vicenda del default è stata una montatura, lo Stato ci deve 1 miliardo di euro», il governatore Raffaele Lombardo passa al contrattacco dopo le recenti ipotesi di commissariamento della Regione siciliana.

«Tutte le regioni vivono un momento di difficoltà, siamo allo stesso livello di Umbria e Veneto – aggiunge Lombardo – ma i nostri conti sono 20 volte meglio di quelli dello Stato» per non parlare di «quelli del Piemonte». Le stoccate del governatore non risparmiano nemmeno i quotidiani nazionali rei di aver creato un «bataie mediatico nei confronti della Sicilia, che deve essere eliminata e distrutta». Dopo la recente querela intentata a La Repubblica, Lombardo denuncerà quei giornali, chiaro riferimento a Libero e il Giornale, che «a 9 colonne» hanno titolato nei giorni scorsi il fallimento della Regione.

Il presidente non ha accettato di buon grado la nota inviatagli nei giorni scorsi dal Premier Monti per verificare le sue dimissioni annunciate al 31 luglio, lo stesso Lombardo ha aspramente attaccato il sistema dei partiti nazionali colpevoli di aver «usato la Sicilia come merce di scambio e come bottino da incassare». Un chiaro riferimento ai vecchi alleati dell’Udc di Casini: «Impazziscono se pensano alle elezioni anticipate – spiega Lombardo – perché il loro progetto di ottenere la presidenza della Regione in cambio di qualcosa a Roma, così andrà a gambe per aria».

Fitta l’agenda del governatore nelle prossime settimane: il 23 è prevista la nuova udienza dinanzi al Gup di Catania per rispondere dell’imputazione di “concorso esterno in associazione mafiosa” mente il 24 si recherà a Roma per incontrare Monti e fare chiarezza sia sulle sue dimissioni che sulla condizione economica regionale.

In merito all’udienza odierna del processo per voto di scambio semplice, tenutati all’ex Pretura di Catania, che vede imputati il governatore e il fratello Angelo, parlamentare dell’Mpa. Il giudice monocratico ha deciso per la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Catania, dopo la contestazione da parte dei pubblici ministeri dell’aggravante mafiosa legata al voto di scambio.

(Articolo pubblicato su Linkiesta.it, 19 luglio 2012 realizzato insieme a Dario De Luca)

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