Siracusa Calcio, dal sogno “B” al fallimento

SIRACUSA – Finisce nel peggiore dei modi il campionato del Siracusa Calcio, società sportiva che milita nel girone B della Lega Pro. È durato appena 3 anni, dopo 14 trascorsi tra i campionati dilettanti, il ritorno nel mondo dei professionisti, per una città che ha dato i natali al famoso arbitro Concetto Lo Bello e che nel 1979 vinse la Coppa Italia Semiprofessionista, unica siciliana insieme al Palermo a detenere questo titolo. Per non parlare dell’apparizione internazionale al «torneo anglo-italiano» del 1976 che gli permise di giocare contro il Wimbledon, l’Udinese e il Monza, vincitrice finale del torneo.

Un fallimento sportivo che ha il sapore dell’amarcord, come avvenne già nella calda estate del 1995, quando gli azzurri sconfitti dall’Avellino nella finale play-off abbandonarono il sogno promozione per il campionato cadetto ed al termine della stagione ricevettero l’ulteriore delusione per radiazione causa debiti. Oggi la storia si ripete, con la squadra sconfitta nella semifinale dei play-off dal Lanciano, successivamente promosso in B, in un campionato votato alla rincorsa per colmare il gap di 5 punti di penalizzazione inflitti dalla Lega per ripetuti problemi finanziari. Eppure gli azzurri, guidati da Andrea Sottil, ex difensore di Udinese e Catania, alla prima esperienza in panchina, hanno raggiunto la terza piazza che senza la penalizzazione avrebbe portato alla matematica promozione diretta.

Il sito ufficiale del Siracusa Calcio è stato oscurato. In questi giorni le parole più ricorrenti sono «vergogna», «venduti», «ci avete illuso». In molti hanno espresso commenti di delusione e disprezzo per la cattiva gestione societaria, che hanno invaso i gruppi di fan presenti su Facebook e tartassato il sito «Siraforum», principale organo di discussione degli internauti aretusei. Tra i principali imputati del fallimento vi è il presidente Luigi Salvoldi che a inizio stagione aveva promesso «la vittoria del campionato», attrezzando la squadra con nomi illustri come Davide Baiocco e Giorgio Lucenti (ex Catania), Giovanni Ignoffo (ex Palermo), Mariano Fernandez (ex Torino), e i cagliaritani Davide Moi e Marco Mancosu. Ma non mancano attacchi alla classe politica siracusana, rea di aver abbandonato la società nel momento di difficoltà e non essere riuscita a trovare i garanti per le fideiussioni valide all’iscrizioni dei campionati. Senza calcio, considerando che il Siracusa non verrà nemmeno iscritto al campionato nazionale dilettante, la città potrà consolarsi con quegli sport che vengono ritenuti minori ma che spesso regalano grandi soddisfazioni. Come il tennis tavolo dove la «T.T. Città di Siracusa» si è laureata campione d’Italia, per la prima volta, battendo in finale i pluri-titolati «Sterilgarda» di Castel Goffredo. Oppure ancora con la «Libertas Trogylos» di Priolo nel basket femminile e i «Canottieri Ortigia» di pallanuoto maschile che militano nei campionati di massima serie.

(articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno, 26 luglio 2012)

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