Rosario Pio Cattafi, l’ombra nera nelle stragi?

Cattafi

«Mi disse che doveva contattare Santapaola, perché aveva saputo che era più malleabile degli altri, per cercare di frenare l’attacco della mafia e mettere fine a questo schifo, alle stragi». A parlare davanti ai giudici è Rosario Pio Cattafi, che depone nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo durante il processo agli ex ufficiali del Ros dei carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Rosario Cattafi non si considera «un collaboratore di giustizia», ma semplicemente «un testimone», e durante il processo spiega di sentirsi in «una situazione di alterazione» che non gli permette di «essere sereno». Continua a leggere

Pulvirenti il self-man siciliano

La rivista Capital e Class Editori nel 2006 lo avevano eletto «miglior imprenditore dell’anno in Sicilia» per la sua «capacità di innovazione in termini di idee, modelli di business e tecnologie». Nino Pulvirenti, patron della compagnia aerea low cost Windjet, è l’esempio siciliano del «self made man», come lo aveva definito Pippo Baudo. E dopo il caos estivo del blocco degli aerei, sembra esser riuscito a trovare il lieto fine anche per una società con 140 milioni di debiti, raccattando i fondi della Regione Sicilia che parteciperà al capitale sociale della Newco. Dal 5 dicembre quattro airbus rimessi a nuovo torneranno a volare nei cieli italiani con un nuovo nome: Aero linee siciliane. Continua a leggere

Catania, muore Pippo Ercolano il re degli ortofrutticoli

CATANIA – Nel pomeriggio di martedì presso la “Tenda Ulisse” di Ognina, zona costiera dI Catania, si sono tenuti i funerali di Pippo Ercolano, storico esponente del clan Santapaola-Ercolano, influente famiglia per gli interessi economici della città.

Solo tre foto, scattate furtivamente con una macchina nascosta da Andrea Di Grazia per il freepress catanese Sud hanno mostrato la cerimonia blindata in grande stile. Moltissimi i presenti, arrivati con auto di grossa cilindrata, parcheggiate sia all’interno che all’esterno del piccolo porticciolo catanese. Il feretro è stato trasportato dalla ditta D’Emanuele, di proprietà di Sebastiano e Natale, cugini di Nitto Santapaola. Proprio Natale sta scontando in carcere una condanna definitiva per omicidio e associazione mafiosa. Anche il figlio Antonino è finito in manette nel 2010 in seguito all’operazione “Cherubino”, nell’ambito dell’indagine sull’infiltrazione dei clan mafiosi nel settore delle onoranze funebri, quando la Dia sequestrò alla famiglia D’Emanuele beni per un valore di 10 milioni di euro. Ad accompagnare l’auto con la salma del defunto, quattro furgoni contenenti circa 16 corone di fiori, omaggi di diverse famiglie e amici vicini al clan, che già nella giornata di lunedì si erano raccolti nell’abitazione di Giuseppe Ercolano per l’estremo saluto. Continua a leggere

Lombardo insiste: “Ma quale default, Monti deve un miliardo ai siciliani”

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Catania – «La vicenda del default è stata una montatura, lo Stato ci deve 1 miliardo di euro», il governatore Raffaele Lombardo passa al contrattacco dopo le recenti ipotesi di commissariamento della Regione siciliana.

«Tutte le regioni vivono un momento di difficoltà, siamo allo stesso livello di Umbria e Veneto – aggiunge Lombardo – ma i nostri conti sono 20 volte meglio di quelli dello Stato» per non parlare di «quelli del Piemonte». Le stoccate del governatore non risparmiano nemmeno i quotidiani nazionali rei di aver creato un «bataie mediatico nei confronti della Sicilia, che deve essere eliminata e distrutta». Dopo la recente querela intentata a La Repubblica, Lombardo denuncerà quei giornali, chiaro riferimento a Libero e il Giornale, che «a 9 colonne» hanno titolato nei giorni scorsi il fallimento della Regione. Continua a leggere

Falcone vent’anni dopo

PALERMO – La commemorazione del giudice Giovanni Falcone è iniziata ufficialmente ieri, alle 17:00 al Palazzo di Giustizia di Palermo. Al primo piano c’è l’Aula Magna. E’ intitolata a Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino. La sala è piena. In prima fila sono seduti gli ufficiali dell’arma e i magistrati Leonardo Guarnotta, Francesco Messineo, Antonio Ingroia, Giancarlo Caselli, Sergio Lari e i “giudici ragazzini”. Tutti seduti in prima fila, tutti in prima linea contro la mafia. Continua a leggere

Sit-in pro Brindisi, gridano «mafioso» a Stancanelli

CATANIA – «Fuori la mafia dallo Stato» ed ancora «amico di Dell’Utri, amico di Berlusconi». Sono alcuni dei cori di protesta urlati da diversi manifestanti contro il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. È accaduto sabato pomeriggio durante il presidio commemorativo dell’attentato di Brindisi, organizzato in via Etnea, nei pressi della Prefettura, dal Movimento studentesco catanese. Continua a leggere