Veleni di Sicilia su Il Garantista

Veleni di Sicilia (Particolare) - Il GarantistaL’inchiesta video “Veleni di Sicilia“, pubblicata a puntate dal sito Fai Notizia.it, format d’approfondimento di Radio Radicale, ha trovato spazio anche tra il quotidiano cartaceo Il Garantista, diretto da Piero Sansonetti.

L’articolo, a firma di Simone Sapienza, ricalca pienamente il racconto dell’inchiesta video:  “Nei poli industriali di Gela, Siracusa, Milazzo l’inquinamento delle coste e gli effetti sulla salute dei cittadini sono passati sotto silenzio in nome di un lavoro sicuro”.

“In Italia non esiste solo l’Ilva di Taranto. Anche in Sicilia si vive il dramma della scelta tra occupazione e salute che oggi s’intreccia con l’incerto futuro industriale di tutti i settori produttivi d’Italia”, è l’incipit dell’articolo.

Veleni di Sicilia - Il Garantista 06:08:2014

Per rivedere l’inchiesta integralmente:

Veleni di Sicilia 3^ puntata: Milazzo

Veleni di Sicilia - Milazzo

Il terzo e ultimo viaggio nei “Veleni di Sicilia” si conclude con Milazzo, considerata già dal 2002 “area ad elevato rischio di crisi ambientale”. I dati sull’inquinamento sono allarmanti, così come la quantità di polveri sottili rilasciate dalla raffineria.

“La vivibilità a Milazzo e in tutta la valle del Mela è a rischio. La Regione dovrebbe intervenire installando tutte le centraline che non ha mai messo”. La pensano così Giovanni Billa e Giuseppe Pagano, ex operai del petrolchimico che ora chiedono, insieme ad altri 200 ex dipendenti di Eni, il riconoscimento della malattia professionale: hanno contratto l’asbestosi, una malattia che colpisce i polmoni ed è causata dalla lavorazione quotidiana delle fibre di amianto senza le dovute precauzioni…

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Veleni di Sicilia 1^ puntata: Siracusa

Veleni di Sicilia - screenNegli anni ’50 lo sbarco in Sicilia dell’industria petrolchimica ha portato nella regione sviluppo ed occupazione. Ma la contaminazione di aria, suolo e acque ha provocato un impatto devastante, sia sull’ambiente che sulla salute dei siciliani.

Il distretto industriale di Siracusa è uno dei poli più grandi d’Europa: un agglomerato industriale che comprende i comuni di Priolo, Melilli ed Augusta e che si estende per quaranta chilometri di costa nella Sicilia Sud­orientale.

guarda l’inchiesta integrale su FAI NOTIZIA.IT Continua a leggere

Veleni di Sicilia: inchiesta su Siracusa e Milazzo su Radio Radicale

RadioRadicale questa settimanale trasmette l’inchiesta, realizzata insieme al collega Rosario Sardella, intitolata “Veleni di Sicilia“, un viaggio per raccontare le realtà industriali e l’impatto ambientale che ne consegue nei territorio di Siracusa e di Milazzo.

La prima puntata è andata in onda lunedì 16 giugno alle ore 6:30 e sarà nuovamente trasmessa mercoledì 18 alle ore 23:30. E’ possibile però ascoltare l’inchiesta visitando il sito RadioRadicale.it.

 

** Puoi scaricare il podcast della trasmissione QUI ** 

(n.b.: il download è disponibile entro 3 settimane dalla pubblicazione dell’audio)

Miniere di Stato: nuova interrogazione parlamentare

Miniere di Stato SfondoNuova interrogazione parlamentare presentata da 7 deputati del Movimento 5 Stelle (prima firmatario Claudia Mannino, mentre i restanti co-firmatari sono Diego De Lorenzo, Massimo Felice De Rosa, Francesco D’Uva, Marialucia Lorefice, Riccardo Nuti, Paolo Parentela e Patrizia Terzoni) ed indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Ambiente, a quello dell’Interno, dello Sviluppo Economico e della Salute.

Ancora una volta l’argomento è la miniera di Pasquasia, in provincia di Enna, ormai dismessa da oltre 20 anni e considerata vera e propria bomba ecologica.

Viene chiesto al Governo di fare chiarezza sui numerosi punti oscuri che coinvolgono l’abbandono della cava e il possibile smaltimento di rifiuti, anche radioattivi, tra i passaggi dell’interrogazione viene fatto nuovamente riferimento al lavoro realizzato per il premio “Roberto Morrione”:

Particolare Interrogazione

 

Seconda Interrogazione MiniereDal sito del Premio Roberto Morrione, gli organizzatori rendono omaggio al lavoro realizzato e ai risultati conseguiti:

«L’inchiesta “Miniere di Stato”, finalista nel 2012 della prima edizione del Premio Roberto Morrione, realizzata da Rosario Sardella e Saul Caia, continua a rendere un servizio al paese e a inorgoglire l’organizzazione del Premio.

Dopo una prima interrogazione parlamentare presentata dalla parlamentare Azzurra Cancelleri (M5S), è arrivata una seconda interrogazione indirizzata all’attenzione della presidenza del Consiglio dei Ministri e ai ministeri dell’Interno, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e della Salute. Prima firmataria è Claudia Mannino, alla quale si sonopoi aggiunte lefirme di Patrizia Terzoni, Paolo PArentela, Massimo Felice De Rosa, Diego De Lorenzis, Marialucia Lorefice, Francesco D’Uva. Tutti parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Evidentemente erano più che fondate le indagini condotte da Sardella e Caia sullo smaltimento di rifiuti tossici nelle miniere siciliane…»

>>> Puoi visualizzare e leggere qui l’interrogazione parlamentare completa <<<

 

Miniere di Stato: interrogazione parlamentare

Interrogazione fotoGli on. Azzurra Cancelleri e Claudia Mannino, deputate del Movimento 5 Stelle, portano all’attenzione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le problematiche riscontrate nel territorio di Caltanissetta ed Enna in seguito al possibile smaltimento di rifiuti speciali, ospedalieri e nucleari all’interno delle cave minerarie attualmente dismesse.

L’interrogazione parlamentare (4-01650) è stata presentata l’8 agosto scorso, e all’interno viene fatto riferimento diretto all’inchiesta video «Miniere di Stato», realizzata insieme al collega Rosario Sardella, finalista del premio “Roberto Morrione” e andata in onda su RaiNews:

{Premesso che: stando alle notizie pervenute, attraverso la lettura delle pagine online «il fatto nisseno», «avvenire» dal convegno «Miniere: problema o risorsa», emergerebbe che per gli abitanti dell’area aumenta il rischio di ammalarsi di tumore: almeno 9 decessi su 19 nell’ultimo anno a Serradifalco sono dovuti a malattie tumorali e neuro-linfatiche degenerative;

Come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella video-inchiesta «Miniere di Stato», si evince che la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue, il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo. Un tempo fonte di ricchezza per l’isola, dagli anni ’90 considerate il punto nevralgico per lo smaltimento illecito di rifiuti, anche radioattivi, «impossibile dire con precisione che tipo di rifiuti — spiega Caia, giornalista freelance siracusano ma residente a Catania — nonostante i racconti passino di bocca in bocca tra gli abitanti, nessuno è mai andato effettivamente a controllare. Sulla questione, le procure di Palermo e Caltagirone hanno aperto delle inchieste, «L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ammette di aver rilevato un alto tasso radioattività nelle zone, ma di non essere riuscita a capire se derivi dal potassio presente o da qualcosa che c’è sotto il terreno».

Nessuno, però, ha svolto indagini sui corsi d’acqua e i terreni agricoli, quelle stesse radiazioni, così come sono in grado di scalare la miniera dall’interno, emergendo in superficie in quantità limitata rispetto all’energia originaria, possono spargersi ancora più in profondità, infiltrandosi nei corsi d’acqua e dunque nel ciclo vitale.

per quanto di sua competenza, il Governo intenda mettere in atto delle indagini circa l’uso della miniera, se non ritenga opportuno predisporre controlli approfonditi sulle condizioni delle falde acquifere}.

La notizia è stata ripresa da alcuni quotidiani web siciliani: LiveSicilia e BlogSicilia, anche TeleFuturaNissa ha realizzato un servizio televisivo in merito.

Miniere di Stato un anno dopo

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Ad un anno di distanza dalla realizzazione di “Miniere di Stato”, si continua ancora a parlare dell’inchiesta video seconda classificata alla prima edizione del premio “Roberto Morrione” e trasmessa in onda su RaiNews. Qui potete visitare il sito del premio e leggere la rassegna stampa.

Il nostro lavoro è stato persino segnalato con un tweet dalla kermesse del premio “Ilaria Alpi”

Ilaria_Alpi_tweet

Il Sole 24 Ore su ecomafia e miniere

Bosco Palo - IlSole24Ore

Continua a far discutere l’inchiesta “Miniere di Stato”. Ancora una volta, con un articolo ben dettagliato, Il Sole 24 Ore ricostruisce il ritrovamento dei documenti nella villetta vicina alla miniera di Bosco Palo e racconta il possibile smaltimento di rifiuti speciali all’interno delle cave del sito minerario.

Sulla carta intestata ci sono nuvole bianche e sorridenti. La società si chiama Aria, ha sede a Catania, e a partire dal logo vorrebbe lanciare un messaggio di pulizia e di rispetto per l’ambiente. Eppure questa azienda, che si occupava tra le altre cose di smaltimento di rifiuti speciali, è sospettata di essere la principale responsabile dell’avvelenamento di una intera area nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, tra i comuni di Serradifalco, San Cataldo e Mussomeli. 

Bosco Palo 2 - IlSole24Ore

Parliamo della miniera di Bosco Palo, nel territorio del comune di San Cataldo ma a tre chilometri in linea d’aria dal centro di Serradifalco, un tempo giacimento di sali potassici (kainite) utilizzati anche in agricoltura, chiusa dal 1988. Un impianto che negli anni Sessanta, con un milione di tonnellate l’anno di produzione dai tre pozzi, dava lavoro a 600 persone: appartenuta alla Montecatini fino al 1978 la miniera è poi passata all’Ispea, società con capitali pubblici, fino alla chiusura avvenuta nel 1988. E da allora è diventata una bomba ecologica e una minaccia per la salute dei cittadini. Per due motivi….

continua a leggere l’articolo di Nino Amadore su Il Sole 24 Ore.it

Bosco Palo, ecco «dove sono le scorie»

All’inizio era una miniera di zolfo, poi si scoprì la kainite. Bosco Palo è un complesso minerario che si trova a soli sei chilometri dal centro abitato di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta. Nel 1956 quest’area divenne uno stabilimento industriale e grazie agli altri giacimenti scoperti furono realizzati, nel 1960, i pozzi per l’estrazione della zona Palo1 e Palo2. Così si aprì la seconda parte della miniera, denominata «Palo» con un organico di circa 600 unità che, alla fine degli anni ’60, raggiungeva punte di produzione di 1.000.000 tonnellate annue. Continua a leggere