“No all’Euro e all’ebetino Renzi”. Parte da Catania il tour di Grillo

Grillo MetropolitanIl leader del Movimento Cinque Stelle entra in sala avvolto nella bandiera dell’Unione Europea, quasi come se fosse un fantasma, gridando a squarcia gola “Sono l’Euro, uno spettro che si aggira per l’Europa”, accompagnato al suo ingresso dal preludio di Te Deum di Marc-Antoine Charpentier e dall’applauso del pubblico. Sullo sfondo un video con l’animazione della mappa politica del vecchio continente e la cronistoria dei cambiamenti dalle origini fino ai giorni nostri. Grillo parte nuovamente da Catania e quindi dalla Sicilia, la terra che alle ultime elezioni regionali ha consegnato al movimento quasi 300mila voti rendendolo la prima forza politica dell’isola… 

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Eletti M5S: “Condividiamo adesione Grillo e Casaleggio ad appello di Zagrebelsky”

M5S con ZagrebelskyNessun scelta dettata dall’alto dai due fondatori del Movimento 5 Stelle Grillo e Casaleggio ma un’idea condivisa dalla base. Si esprimono in maniera unanime i deputati impegnati nel “Non ci fermate tour”. Al centro del dibattito la sottoscrizione, fatta tramite un post nel blog di Grillo in tarda mattinata, dell’appello di Zagrebelsky e Rodotà, contro la riforma costituzionale legata all’allargamento dei poteri del Presidente del Consiglio. Per Alessandro Di Battista, l’obiettivo sarebbe quello di “portare avanti le riforma della P2 con un presidenzialismo di fatto con una sola Camera, violando la Costituzione per riscriverla con pregiudicati”. I contenuti del messaggio dei fondatori per Giorgio Sorial è lo stesso che il “M5S porta avanti da sempre”. I deputati, insomma, non sarebbero rimasti spiazzati. “Vogliono – spiega – arrivare al presidenzialismo, prima con Berlusconi adesso con il Pd e Matteo Renzi”. “Ci sono i soliti padroni che vogliono stuprare la Costituzione – aggiunge la deputata Laura Castelli, da sempre vicina a Casaleggio – modificandola nelle segrete stanze, senza confrontarsi con i cittadini”.

** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, il 30 marzo 2014 **

Schifani su Scopelliti: “Sentenza pesante, gli saremo vicini”. Alfano non risponde

Schifani solidarietà ScopellitiAngelino Alfano ritorna in Sicilia, dopo le tappe elettorale della scorsa settimana a Catania e Palermo, tocca a Siracusa. Il ministro dell’Interno ha evitato ancora una volta d’intrattenersi con i giornalisti. Dopo aver definito durante l’intervento in sala “cattive compagnie” quelle di B. all’interno della nuova Forza Italia, Alfano si è rifiutato di dare un giudizio sulla condanna a 6 anni per abuso d’ufficio e falso in bilancio del coordinatore nazionale dei circoli Ncd ed ex governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. Il titolare del Viminale ha evitato di rispondere al fattoquotidiano.it anche sulla vicenda poi finita in commissione Antimafia sull’incontro avvenuto a Catania lo scorso weekend, con l’editore e imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Porta aperta ad una nuova alleanza futura con FI alle prossime politiche e piena solidarietà a Scopelliti giunge invece dal presidente di Ncd Renato Schifani che ha valutato la condanna come “una sentenza pesante”, evidenziando però la scelta dell’ex sindaco di Reggio Calabria di dimettersi da presidente della Regione: “Gli siamo vicini e gli saremo vicini”.

** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, il 29 marzo 2014 **

Schifani Scopelliti

Italicum, M5S: “D’Alimonte prova che avevamo ragione su Napolitano”

M5S Agorà CataniaDa Catania arriva un coro unanime dei parlamentari M5S sulle rivelazioni del giurista Roberto D’Alimonte, secondo il quale il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarebbe intervenuto per bloccare il modello di legge elettorale spagnolo su cui Matteo Renzi e Silvio Berlusconi avevano trovato la prima quadra. “E’ un comportamento tipico del Presidente, ecco perché lo avevamo messo sott’accusa – spiega il Senatore Mario GiarrussoTrascende gli ambiti del potere presidenziale superandoli in maniera rilevante censurabile”. A soffermarsi sull’invasione di campo da parte del Quirinale è anche la Senatrice Nunzia Catalfo: “Il Parlamento è stato ridotto al nulla, ci sono 940 persone che devono fare il loro lavoro”. Nessuno sconto da parte della base ai cinque senatori dimissionari condannati via post da Beppe Grillo: “Mi dispiace parlare delle posizioni narcisistiche di queste persone – replica il deputato Massimo Baroni – il loro silenzio con le loro dimissioni voleva cambiare il metodo dall’interno”. A ritenere addirittura rafforzativa la fuoriuscita è invece il capogruppo al Senato Vincenzo Santangelo: “Il numero non è importante, probabilmente avevano idee differente e non volevano cambiare questo sistema ma dialogarci. Ci siamo fortificati e continueremo a combattere la macchina dall’interno”.

** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, domenica 9 marzo 2014 **

Epifani a Catania: “Governo non può cadere per le vicende giudiziarie di Berlusconi”

Epifani_Catania“Abbiamo già detto e confermeremo che le sentenze della magistratura si rispettano e si applicano, e questo naturalmente vale per tutti, perché è giusto che la legge sia uguale per tutti”. Il segretario del Partito democratico Guglielmo Epifani, in Sicilia per far visita al neo sindaco di Catania Enzo Bianco e per sostenere i candidati del centrosinistra ai ballottaggi in vista del weekend, si sofferma sulla decisione della Consulta che ha rigettato la richiesta di legittimo impedimento nei confronti di B…

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D’Alema: “Gorvernissimo Pd-Pdl? Colpa di Grillo”

D'Alema Catania Home“È una condizione di necessità a cui non c’erano alternative. Bisognava prendersi una responsabilità pesante e difficile”. Così D’Alema commenta ai microfoni de ilfattoquotidiano.it l’attuale situazione politica con il patto stretto tra Pd e Pdl.

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Lombardo: “Alleanza con Berlusconi? Compromesso per non morire”

Lombardo e BerlusconiFavorire l’eventuale ritorno in campo di B. era stato definito ad ottobre 2012, in piena campagna elettorale, “una colpa storica”. A distanza di pochi mesi l’ex Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo a Catania torna sull’argomento di fronte alle telecamere de ilfattoquotidiano.it. Ma la sua posizione è cambiata.

E’ capolista al Senato del Partito dei Siciliani-Mpa proprio nella stessa coalizione di Berlusconi. “Siamo stati ad un bivio. O chiudevamo bottega o ci alleavamo con lui”, spiega oggi Lombardo, “è stato un compromesso per la vita”. Attualmente impegnato nelle aule di giustizia per difendersi dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, Lombardo non ha alcun dubbio: “Assolutamente no al legittimo impedimento. Semmai ci fosse sottoscriverei un rito o un processo abbreviato accelerato”. Aspre critiche anche per Mario Monti, con tanto di preghiera finale: “Nell’Agenda del Professore non c’è niente di serio per il sud e la Sicilia, vi prego – esclama a gran voce Lombardo – occhio a Monti e ai suoi alleati di oggi e di domani, votarli sarebbe un suicidio politico”. Nonostante l’esperienza di Governo regionale alleato con il Partito Democratico, Raffaele Lombardo traccia il suo personale profilo della sinistra: “Mai allearsi con loro, tendono a modellare l’alleato e se non ci riescono lo uccidono politicamente”. (articolo e video pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it)

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Grillo e la Mps: “Bersani & Co. andrebbero processati tutti”

Grillo_CataniaDopo la campagna elettorale di ottobre, il blogger torna in Sicilia per il suo “Tsunami tour”. A Catania lo attende una piazza gremita di attivisti e curiosi che per quasi due ore lo hanno ascoltato inveire contro tutti e tutto. A farne le spese, soprattutto, il partito di Pierluigi Bersani, etichettato come “Gargamella”, che a suo dire ha controllato dal ’95 ad oggi il Monte dei Paschi di Siena portandolo al collasso finanziario. “Andrebbero processati tutti quelli del Partito democratico, hanno cercato di acquistare l’Antonveneta per contrastare la Lega Nord nel Veneto speculando sulla compravendita”. Sul Pdl, Grillo ironizza sulle liste pulite: “Dovevano escludere gli incandidabili? Quindi non si sarebbe potuto candidare nessuno”. Strigliata finale al sindaco di Catania ed ex senatore Raffaele Stancanelli: “Qui sono incapaci, non hanno saputo governare e hanno lasciato il Comune pieno di debiti”. (articolo integrale pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it)


Il trasformismo di Lombardo e Micciché

Lombardo, Micciché e SilvioLo hanno attaccato durante i loro comizi, hanno invitato i propri elettori a non commettere l’errore di votarlo. Il Pdl e Silvio Berlusconi lungo tutta la campagna elettorale delle elezioni regionali siciliane dello scorso 28 ottobre 2012 sono stati il bersaglio prediletto dell’ex Governatore Raffaele Lombardo e del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè. A meno di tre mesi di distanza, tutto è cambiato e il Cavaliere è tornato ad essere l’alleato di sempre. Trampolino di lancio fondamentale per l’ingresso nei palazzi romani dei partiti sicilianisti. Ecco cosa dicevano di Berlusconi i due leader siculi, ormai auto proclamatisi emblemi del trasformismo politico. (articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano)

Sit-in pro Brindisi, gridano «mafioso» a Stancanelli

CATANIA – «Fuori la mafia dallo Stato» ed ancora «amico di Dell’Utri, amico di Berlusconi». Sono alcuni dei cori di protesta urlati da diversi manifestanti contro il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. È accaduto sabato pomeriggio durante il presidio commemorativo dell’attentato di Brindisi, organizzato in via Etnea, nei pressi della Prefettura, dal Movimento studentesco catanese. Continua a leggere