Veleni di Sicilia 2^ puntata: Gela

Veleni di Sicilia - Gela

Seconda puntata sull’inquinamento industriale nelle aree dei SIN (Siti d’interesse Nazionale) in Sicilia. Questa volta il nostro viaggio è volto a raccontare Gela, la vicenda del processo “Cloro-soda” scaturito dalle denunce degli ex operai del reparto “killer” in cui è sotto inchiesta l’ENI. Ma anche dei casi di malformazione genetica, di sversamento a mare e ovviamente l’inquinamento ambientale.

Ecco un breve estratto dell’incipit:

“Il sogno di Enrico Mattei, presidente dell’Eni, era quello di fare dell’Italia una delle principali nazioni nella produzione energetica. Per farlo era necessario puntare sulla Sicilia sudorientale. Mentre a Siracusa nasceva il polo petrolchimico, a Gela fu scoperto un grande giacimento di greggio, così l’Eni nel 1965 diede vita a una raffineria…”

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Miniere di Stato: interrogazione parlamentare

Interrogazione fotoGli on. Azzurra Cancelleri e Claudia Mannino, deputate del Movimento 5 Stelle, portano all’attenzione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le problematiche riscontrate nel territorio di Caltanissetta ed Enna in seguito al possibile smaltimento di rifiuti speciali, ospedalieri e nucleari all’interno delle cave minerarie attualmente dismesse.

L’interrogazione parlamentare (4-01650) è stata presentata l’8 agosto scorso, e all’interno viene fatto riferimento diretto all’inchiesta video «Miniere di Stato», realizzata insieme al collega Rosario Sardella, finalista del premio “Roberto Morrione” e andata in onda su RaiNews:

{Premesso che: stando alle notizie pervenute, attraverso la lettura delle pagine online «il fatto nisseno», «avvenire» dal convegno «Miniere: problema o risorsa», emergerebbe che per gli abitanti dell’area aumenta il rischio di ammalarsi di tumore: almeno 9 decessi su 19 nell’ultimo anno a Serradifalco sono dovuti a malattie tumorali e neuro-linfatiche degenerative;

Come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella video-inchiesta «Miniere di Stato», si evince che la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue, il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo. Un tempo fonte di ricchezza per l’isola, dagli anni ’90 considerate il punto nevralgico per lo smaltimento illecito di rifiuti, anche radioattivi, «impossibile dire con precisione che tipo di rifiuti — spiega Caia, giornalista freelance siracusano ma residente a Catania — nonostante i racconti passino di bocca in bocca tra gli abitanti, nessuno è mai andato effettivamente a controllare. Sulla questione, le procure di Palermo e Caltagirone hanno aperto delle inchieste, «L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ammette di aver rilevato un alto tasso radioattività nelle zone, ma di non essere riuscita a capire se derivi dal potassio presente o da qualcosa che c’è sotto il terreno».

Nessuno, però, ha svolto indagini sui corsi d’acqua e i terreni agricoli, quelle stesse radiazioni, così come sono in grado di scalare la miniera dall’interno, emergendo in superficie in quantità limitata rispetto all’energia originaria, possono spargersi ancora più in profondità, infiltrandosi nei corsi d’acqua e dunque nel ciclo vitale.

per quanto di sua competenza, il Governo intenda mettere in atto delle indagini circa l’uso della miniera, se non ritenga opportuno predisporre controlli approfonditi sulle condizioni delle falde acquifere}.

La notizia è stata ripresa da alcuni quotidiani web siciliani: LiveSicilia e BlogSicilia, anche TeleFuturaNissa ha realizzato un servizio televisivo in merito.

Il Sole 24 Ore su ecomafia e miniere

Bosco Palo - IlSole24Ore

Continua a far discutere l’inchiesta “Miniere di Stato”. Ancora una volta, con un articolo ben dettagliato, Il Sole 24 Ore ricostruisce il ritrovamento dei documenti nella villetta vicina alla miniera di Bosco Palo e racconta il possibile smaltimento di rifiuti speciali all’interno delle cave del sito minerario.

Sulla carta intestata ci sono nuvole bianche e sorridenti. La società si chiama Aria, ha sede a Catania, e a partire dal logo vorrebbe lanciare un messaggio di pulizia e di rispetto per l’ambiente. Eppure questa azienda, che si occupava tra le altre cose di smaltimento di rifiuti speciali, è sospettata di essere la principale responsabile dell’avvelenamento di una intera area nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, tra i comuni di Serradifalco, San Cataldo e Mussomeli. 

Bosco Palo 2 - IlSole24Ore

Parliamo della miniera di Bosco Palo, nel territorio del comune di San Cataldo ma a tre chilometri in linea d’aria dal centro di Serradifalco, un tempo giacimento di sali potassici (kainite) utilizzati anche in agricoltura, chiusa dal 1988. Un impianto che negli anni Sessanta, con un milione di tonnellate l’anno di produzione dai tre pozzi, dava lavoro a 600 persone: appartenuta alla Montecatini fino al 1978 la miniera è poi passata all’Ispea, società con capitali pubblici, fino alla chiusura avvenuta nel 1988. E da allora è diventata una bomba ecologica e una minaccia per la salute dei cittadini. Per due motivi….

continua a leggere l’articolo di Nino Amadore su Il Sole 24 Ore.it

Serradifalco, tra miniere e tumori

Consueta rassegna stampa sull’inchiesta “Miniere di Stato” finalista al premio Roberto Morrione.

Questa volta è il giornalista Mario Barresi, che nel suo articolo pubblicato sul quotidiano La Sicilia lo scorso 1° maggio, cita gli autori per il loro ritrovamento di documenti relativi al possibile smaltimento di rifiuti ospedalieri nella miniera di Bosco Palo a Serradifalco.

Miniere dismesse: risorsa o problema?

Convegno Miniere SerradifalcoSi continua a parlare di “Miniere di Stato”. L’inchiesta, realizzata con il collega Rosario Sardella, che ha raccontato i retroscena delle cave siciliane dismesse ed utilizzate come discariche, tiene alto l’interesse verso il tema. Al convegno organizzato a Serradifalco, nella giornata di sabato da Confindustria Sicilia, si è fatto riferimento all’impatto tumorale nelle province di Caltanissetta ed Enna. Secondo i dati, nelle zone limitrofe alle miniere, la possibilità di contrarre determinate malattie è molto più alto rispetto ad aree fortemente industrializzate.

Durante il dibattito, oltre alla proiezione di una parte del filmato dell’inchiesta andata in onda lo scorso gennaio su RaiNews, si è parlato dei documenti, che insieme al collega Sardella, abbiamo ritrovato a pochi chilometri dalla miniera Bosco-Palo, e che mostrerebbero un possibile smaltimento di rifiuti ospedalieri, anche speciali, all’interno della cava mineraria.

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Miniere di Stato, intervista a Ctzen

MiniereDiStato_ctzenSaul Caia e Rosario Sardella, giornalisti freelance siciliani, sono partiti dai racconti dei residenti delle zone di Caltanissetta, Agrigento ed Enna. Per ripercorre il filo dei via vai di camion sospetti dopo che i siti di estrazione erano ormai chiusi da anni e l’alto tasso di tumori nella zona nonostante l’assenza di industrie. In mezzo, inchieste giudiziarie, intrecci politico-mafiosi e nessun controllo….

Continua a leggere l’intervista su Ctzen.it

Niscemi: Grillo contro Muos, mafia, Crocetta e Lombardo

Prosegue il tour elettorale di Beppe Grillo in Sicilia. Dopo la provincia di Palermo tocca a quella di Caltanissetta. Il leader del Movimento 5 Stelle si divide tra i Comuni di Niscemi e Gela, dove si sono radunate oltre 3mila persone. Grillo durante il comizio riceve numerosi applausi al contrario di quanto capitato a Rosario Crocetta, ex sindaco antimafia di Gela e candidato alla presidenza della Regione per PD e Udc, che lo scorso settembre ha ricevuto una dose di fischi…

Pasquasia, la strana chiusura di una miniera attiva

ENNA – La miniera di Pasquasia, situata a metà tra la provincia di Enna e quella di Caltanissetta, è una delle 800 cave presenti in Sicilia. Considerata la terza miniera al mondo per la produzione di sali potassici era una ricchezza di proprietà della Regione Sicilia, amministrata in un primo momento dall’Ente Minerario Siciliano e in seguito dall’Assessorato all’Industria con la partecipazione dell’azienda privata Italkali. L’estrazione mineraria ebbe inizio nel 1959 e terminò nel 1992, anno della brusca chiusura. Continua a leggere

L’articolo di Lirio Abbate oscurato

Qui potrete leggere in forma integrale e originale, senza alcuna modifica, gli articoli di Lirio Abbate e Attilio Bolzoni pubblicati sulla pagina di “RE Le Inchieste” giovedì 29 e successivamente oscurati (venerdì 30) dalla polizia postale per volere della Procura della Repubblica di Caltanissetta, con il provvedimento numero 2602/11 R.G. notizie di reato/Mod. 2 1.

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