Protesta contro Napolitano a Catania

Napolitano - Il Fatto

Scoppia la protesta a Catania per la visita del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, Forconi, militanti No Muos, Movimento 5 Stelle, Catania Bene Comune, ma anche i lavoratori della Micron hanno inscenato una contestazione. “Re Giorgio” com’è stato appellato dai manifestanti è arrivato in città con un giorno d’anticipo per prendere parte ai festeggiamenti per il compleanno del Sindaco Enzo Bianco all’interno di un blindatissimo hotel della costa etnea. “Pensiamo sia un atteggiamento utile ad un impero in cui c’è un imperatore che fa visita a un semplice vassallo” ha spiegato Matteo Iannitti, uno dei promotori della protesta. Al centro della manifestazione anche la vicenda Micron, la multinazionale elettronica statunitense: “Dopo anni di lavoro – racconta un dipendente in esubero – siamo stati buttati via, in tutta Italia siamo 419 lavoratori a rischio”. Tra i manifestanti anche Mariano Ferro, leader dei Forconi: “Avremmo voluto parlare con il Presidente, siamo al terzo nominato per fare il Presidente del Consiglio, continuiamo con il solido andazzo di sprechi”. Nota di colore: nessuno si è ricordato di invitare in occasione della visita di Napolitano il Procuratore antimafia di Catania Giovanni Salvi, come lo stesso ha confermato a Livesicilia Catania.

** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, il 26 febbraio 2014 **

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Forconi a Catania: blocco al casello

Forconi_2Tensione ai caselli autostradali di Catania. Durante un presidio organizzato dal movimento de ‘I Forconi’ ci sono stati momenti di tensione durante i blocchi tra i manifestanti e gli altri autotrasportatori. Gli attivisti non si fermano: “Stiamo soffocando di ‘crisi’, ci vogliono far suicidare? Stavolta non ci fermiamo”

Il video è strato pubblicato l’8 dicembre 2013 su Il Fatto Quotidiano.it

Forconi a Catania, ressa alle pompe di benzina.

ForconiIn vista dei presidi del movimento siciliano de ‘I Forconi’ (formato da autotrasportatori e agricoltori), che partiranno già da domani, è già ressa alle pompe di benzina in Sicilia. Auto incolonnate e traffico impazzito a Catania. File nei supermercati. Il movimento dei Forconi ribadisce poi “da lunedì 9 dicembre bloccheremo Ventimiglia e tutte le frontiere. Abbiamo in mano L’Italia”. Accanto agli agricoltori ci saranno i veneti di Azione rurale, i Forconi pugliesi, il Life e altre sigle in rappresentanza degli autotrasportatori.

** Il video è stato pubblicato il 7 dicembre 2013 su Il Fatto Quotidiano.it **

«La mafia catanese controlla porto e trasporti»

Doveva essere una semplice tappa di presentazione del nuovo libro di Giovanni Tizian, “Gotica”, invece l’incontro tenutosi lunedì alla facoltà di scienze politiche di Catania si è trasformato in un dibattito sull’intreccio tra mafia e imprenditoria nella città etnea.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: «C’è un cartello che controlla trasporti e il porto. Un fatto evidente, sotto gli occhi di tutti. Un sistema strategico che permette di monopolizzare molte aziende». Poi Lo Bello continua nella sua spiegazione: «Il modus operandi della mafia è quello di controllare il territorio e il mercato», per farlo nella città di Catania bisogna mettere le mani «sul trasporto». Continua a leggere

Forconi a Catania, assaltati supermercati e benzinai

Quarto giorno di protesta in Sicilia. Catania totalmente sotto assedio. Molti supermercati sono stati presi d’assalto per eventuali rifornimenti e scorte in caso la protesta potesse continuare. Caso simile per le pompe di benzina quasi tutte esaurite. Il porto etneo totalmente paralizzato.

Guarda il video realizzato per Repubblica Palermo

Il Movimento dei forconi in Sicilia

Stamane la Sicilia si è sveglia sommersa da piccoli focolai di protesta sparsi un po’ in tutta l’isola. E’ la “Forza d’Urto” del “Movimento dei Forconi” che in disaccordo con le politiche del governo regionale, nazionale ed europeo ha deciso di scendere in piazza e manifestare. Una mobilitazione congiunta di agricoltori, commercianti, artigiani, operai ed autotrasportatori che hanno unito le forze per fermare l’isola e rilanciare una rivoluzione culturale sullo stile degli antichi vespri.

I maggior intasamenti si sono verificati a Siracusa e provincia. Nel comune di Avola si è registrato il blocco totale di tutti gli esercizi commerciali e la paralisi dei servizi pubblici, mentre a Rosolini il traffico è stato paralizzato presso la stazione ferroviaria e la strada statale 115. Numerose proteste si sono verificate lungo gli accessi agli impianti del petrolchimico Erg tra Siracusa ed Augusta.

In provincia di Ragusa diversi manifestanti hanno bloccato gli accessi al porto di Pozzallo, mentre a Modica diversi tir e camion hanno paralizzato il polo commerciale. A Gela, provincia di Caltanissetta, sciopero generale all’interno della raffineria petrolifera e numerosi blocchi nei pressi dell’entrata della città dove sono stati esposti alcuni striscioni che gridavano a gran voce: “Non mi sento italiano, ma purtroppo lo sono” oppure “Curiamo insieme questo cancro, la politica”.

Situazione simile a Catania e Palermo. Nonostante la pioggia battente, un cospicuo blocco di manifestanti ha presidiato l’entrata del capoluogo etneo nei pressi del Porto, soprattutto armatori in contrasto con le numerose normative europee in tema di pesca. Anche a Palermo gli accessi al porto sono stati bloccati, mentre sulla statale 624 si è registrato un corteo di Tir e camion lungo alcuni chilometri.