Mafia, l’ex governatore Lombardo: “Mai chiesti voti ai clan”

Lombardo motivazioni sentenza“Io con la mafia non ho mai avuto nulla a che fare”. L’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo sceglie la sala conferenze di un hotel di Catania per commentare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza che gli ha inflitto la condanna, in primo grado a 6 anni e 8 mesi, per concorso esterno in associazione mafiosa.

“Ho combattuto gli affari più sporchi – spiega – dai termovalorizzatori all’eolico, il tutto senza fare clamore”. L’ex leader autonomista si sofferma anche sull’incontro con l’editore del quotidiano ‘La Sicilia’, Mario Ciancio Sanfilippo (attualmente sotto indagine per mafia), avvenuto nel luglio 2008.

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** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, mercoledì 27 agosto 2014 **

 

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Raffaele Lombardo condannato a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno

Schermata 2014-02-19 a 20.30.19Ha ascoltato la lettura della sentenza senza battere ciglio. Solo un piccolo cenno a uno dei suoi legali per sussurrare “me l’aspettavo”. Così Raffaele Lombardo commenta la sentenza di condanna di primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno a Cosa Nostra. Insieme al politico autonomista ed ex presidente di Regione è stato rinviato a giudizio anche il fratello Angelo. Ex parlamentare del Movimento per le Autonomie. Il gup Marina Rizza ha inoltre disposto il rinvio degli atti in Procura per quanto riguarda il potente editore/imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo già sotto indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. A margine della sentenza Lombardo durante una conferenza stampa immediatamente convocata ha espresso il suo disappunto per l’esito del processo.

 Video pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it

Lombardo: “Alleanza con Berlusconi? Compromesso per non morire”

Lombardo e BerlusconiFavorire l’eventuale ritorno in campo di B. era stato definito ad ottobre 2012, in piena campagna elettorale, “una colpa storica”. A distanza di pochi mesi l’ex Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo a Catania torna sull’argomento di fronte alle telecamere de ilfattoquotidiano.it. Ma la sua posizione è cambiata.

E’ capolista al Senato del Partito dei Siciliani-Mpa proprio nella stessa coalizione di Berlusconi. “Siamo stati ad un bivio. O chiudevamo bottega o ci alleavamo con lui”, spiega oggi Lombardo, “è stato un compromesso per la vita”. Attualmente impegnato nelle aule di giustizia per difendersi dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio, Lombardo non ha alcun dubbio: “Assolutamente no al legittimo impedimento. Semmai ci fosse sottoscriverei un rito o un processo abbreviato accelerato”. Aspre critiche anche per Mario Monti, con tanto di preghiera finale: “Nell’Agenda del Professore non c’è niente di serio per il sud e la Sicilia, vi prego – esclama a gran voce Lombardo – occhio a Monti e ai suoi alleati di oggi e di domani, votarli sarebbe un suicidio politico”. Nonostante l’esperienza di Governo regionale alleato con il Partito Democratico, Raffaele Lombardo traccia il suo personale profilo della sinistra: “Mai allearsi con loro, tendono a modellare l’alleato e se non ci riescono lo uccidono politicamente”. (articolo e video pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it)

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Il trasformismo di Lombardo e Micciché

Lombardo, Micciché e SilvioLo hanno attaccato durante i loro comizi, hanno invitato i propri elettori a non commettere l’errore di votarlo. Il Pdl e Silvio Berlusconi lungo tutta la campagna elettorale delle elezioni regionali siciliane dello scorso 28 ottobre 2012 sono stati il bersaglio prediletto dell’ex Governatore Raffaele Lombardo e del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè. A meno di tre mesi di distanza, tutto è cambiato e il Cavaliere è tornato ad essere l’alleato di sempre. Trampolino di lancio fondamentale per l’ingresso nei palazzi romani dei partiti sicilianisti. Ecco cosa dicevano di Berlusconi i due leader siculi, ormai auto proclamatisi emblemi del trasformismo politico. (articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano)

Lombardo su Crocetta: “Inciuci? Non ne faccio”

Ora la prospettiva a breve termine che tutti temono, in particolare nell’area Pdl, è quella che Crocetta possa allearsi proprio con i lombardiani riproponendo una sorta “d’inciucio siculo”. Ipotesi smentita da Lombardo. “Io credo – ha spiegato l’ex governatore – che lui si organizzerà per come ritiene opportuno con la sua coalizione rivolgendosi all’aula. Io non interloquirò su questo argomento”.

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Niscemi: Grillo contro Muos, mafia, Crocetta e Lombardo

Prosegue il tour elettorale di Beppe Grillo in Sicilia. Dopo la provincia di Palermo tocca a quella di Caltanissetta. Il leader del Movimento 5 Stelle si divide tra i Comuni di Niscemi e Gela, dove si sono radunate oltre 3mila persone. Grillo durante il comizio riceve numerosi applausi al contrario di quanto capitato a Rosario Crocetta, ex sindaco antimafia di Gela e candidato alla presidenza della Regione per PD e Udc, che lo scorso settembre ha ricevuto una dose di fischi…

Catania: sequestrato il video del «comizio segreto» di Lombardo

CATANIA – I carabinieri del nucleo operativo hanno sequestrato il filmato realizzato dalla testata giornalistica «SudPress», che il 14 settembre aveva ripreso – con telecamera nascosta – l’incontro tra l’ex governatore Raffaele Lombardo e il personale precario dell’Asp della provincia di Catania.

Al “comizio segreto”, tenutosi al palazzo Esa, sede istituzionale della Presidenza della Regione a Catania, era presente anche l’attuale commissario straordinario dell’Asp 3 Gaetano Sirna, nominato alcuni mesi fa dallo stesso governatore Lombardo. «Come sapete ci sarà una stabilizzazione a scaglioni a una serie di parecchi mesi per la stabilizzazione potrà funzionare», spiegava ai presenti lo stesso governatore. «La battaglia sarà fatta per prolungare i contratti interni, per cui avviare la definizione del problema in maniere definitiva. Sarete tutti inquadrati, in maniera tale che non ci siano ne favoritismi ne niente. A scaglioni, nell’arco di tre anni successivi, durante i quali continueremo a lavorare, e perché no, se si creano risorse nuove, anticipando anche questo termine».

«Voi grazie a Dio», conclude il suo incontro l’ex governatore Lombardo, la sua determina favorirà «un’azione giuridicamente vincolante» che agevolerà «noi, loro e chi verrà dopo di noi». In seguito alla pubblicazione del video, la testata «SudPress» aveva segnalato alla Repubblica della Procura di Catania il filmato, ritenendo l’incontro un episodio significativo per il turbamento della campagna elettorale in corso nell’isola. Le indagini avviate dalla Procura ipotizzano il reato di “violazione delle leggi elettorali in materia di propaganda nelle sedi della pubblica amministrazione”.

(articolo pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno, 18 ottobre 2012)

Pulvirenti il self-man siciliano

La rivista Capital e Class Editori nel 2006 lo avevano eletto «miglior imprenditore dell’anno in Sicilia» per la sua «capacità di innovazione in termini di idee, modelli di business e tecnologie». Nino Pulvirenti, patron della compagnia aerea low cost Windjet, è l’esempio siciliano del «self made man», come lo aveva definito Pippo Baudo. E dopo il caos estivo del blocco degli aerei, sembra esser riuscito a trovare il lieto fine anche per una società con 140 milioni di debiti, raccattando i fondi della Regione Sicilia che parteciperà al capitale sociale della Newco. Dal 5 dicembre quattro airbus rimessi a nuovo torneranno a volare nei cieli italiani con un nuovo nome: Aero linee siciliane. Continua a leggere

Catania, muore Pippo Ercolano il re degli ortofrutticoli

CATANIA – Nel pomeriggio di martedì presso la “Tenda Ulisse” di Ognina, zona costiera dI Catania, si sono tenuti i funerali di Pippo Ercolano, storico esponente del clan Santapaola-Ercolano, influente famiglia per gli interessi economici della città.

Solo tre foto, scattate furtivamente con una macchina nascosta da Andrea Di Grazia per il freepress catanese Sud hanno mostrato la cerimonia blindata in grande stile. Moltissimi i presenti, arrivati con auto di grossa cilindrata, parcheggiate sia all’interno che all’esterno del piccolo porticciolo catanese. Il feretro è stato trasportato dalla ditta D’Emanuele, di proprietà di Sebastiano e Natale, cugini di Nitto Santapaola. Proprio Natale sta scontando in carcere una condanna definitiva per omicidio e associazione mafiosa. Anche il figlio Antonino è finito in manette nel 2010 in seguito all’operazione “Cherubino”, nell’ambito dell’indagine sull’infiltrazione dei clan mafiosi nel settore delle onoranze funebri, quando la Dia sequestrò alla famiglia D’Emanuele beni per un valore di 10 milioni di euro. Ad accompagnare l’auto con la salma del defunto, quattro furgoni contenenti circa 16 corone di fiori, omaggi di diverse famiglie e amici vicini al clan, che già nella giornata di lunedì si erano raccolti nell’abitazione di Giuseppe Ercolano per l’estremo saluto. Continua a leggere

Lombardo insiste: “Ma quale default, Monti deve un miliardo ai siciliani”

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Catania – «La vicenda del default è stata una montatura, lo Stato ci deve 1 miliardo di euro», il governatore Raffaele Lombardo passa al contrattacco dopo le recenti ipotesi di commissariamento della Regione siciliana.

«Tutte le regioni vivono un momento di difficoltà, siamo allo stesso livello di Umbria e Veneto – aggiunge Lombardo – ma i nostri conti sono 20 volte meglio di quelli dello Stato» per non parlare di «quelli del Piemonte». Le stoccate del governatore non risparmiano nemmeno i quotidiani nazionali rei di aver creato un «bataie mediatico nei confronti della Sicilia, che deve essere eliminata e distrutta». Dopo la recente querela intentata a La Repubblica, Lombardo denuncerà quei giornali, chiaro riferimento a Libero e il Giornale, che «a 9 colonne» hanno titolato nei giorni scorsi il fallimento della Regione. Continua a leggere