Modica, il giornalista Borrometi: “Vivo sotto scorta, minacciato e picchiato dalla mafia”

Borrometi Scorta“Non è semplice uscire con due persone che ti guardano le spalle o dire spesso ‘no’ agli amici che ti chiedono di andare a mangiare anche solo una pizza. Spero un giorno di svegliarmi, guardarmi allo specchio e dire che per tutto questo alla fine ne è valsa la pena”. Paolo Borrometi è un giornalista di 31 anni che vive e lavora a Modica in provincia di Ragusa…

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Il Fatto Quotidiano.it

 

 

 

** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, lunedì 29 settembre 2014 **

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Mafia, ministro Orlando su beni confiscati: “Italia avanti al resto d’Europa”

Orlando beni confiscatiIl ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd), è intervenuto alla sessione introduttiva della conferenza internazionale sulla confisca dei beni alle organizzazioni criminali organizzata dall’Isisc (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali) a Siracusa. “In materia di beni confiscati alla mafia – ha esordito il ministro – l’Italia ha costruito una normativa molto avanzata che, tra l’altro, stiamo rafforzando con interventi di riforma. E’ importante che questi strumenti siano omogenei e diffusi a livello europeo ed in questo senso questa iniziativa è un momento di ulteriore verifica e di analisi di grande importanza”. 

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** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, lunedì 22 settembre 2014 **

Mafia, l’ex governatore Lombardo: “Mai chiesti voti ai clan”

Lombardo motivazioni sentenza“Io con la mafia non ho mai avuto nulla a che fare”. L’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo sceglie la sala conferenze di un hotel di Catania per commentare la pubblicazione delle motivazioni della sentenza che gli ha inflitto la condanna, in primo grado a 6 anni e 8 mesi, per concorso esterno in associazione mafiosa.

“Ho combattuto gli affari più sporchi – spiega – dai termovalorizzatori all’eolico, il tutto senza fare clamore”. L’ex leader autonomista si sofferma anche sull’incontro con l’editore del quotidiano ‘La Sicilia’, Mario Ciancio Sanfilippo (attualmente sotto indagine per mafia), avvenuto nel luglio 2008.

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** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, mercoledì 27 agosto 2014 **

 

Europee: Maletto (Catania) feudo di Salvini. La Lega primo partito

Europee Lega a MalettoIl nuovo feudo della Lega Nord alle pendici dell’Etna. Maletto, piccolo Comune di montagna in provincia di Catania situato a mille metri d’altezza, ha espresso oltre 500 preferenze per Antonio Mazzeo, candidato del luogo con il partito di Matteo Salvini. Qui il Carroccio è stato il primo partito con oltre il 32 per cento.

Nessun imbarazzo in riferimento a quanto riportato da L’Espresso, secondo cui “lo zio del candidato Antonio Mazzeo è il fratello del boss Montagno Bozzone considerato ‘esponente di vertice dell’organizzazione criminale’”. “I parenti – afferma Mazzeo – non si scelgono. La mia storia parla chiaro, sono stato sempre contro le mafie e nel mio programma dico di combatterle”.

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** Articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, martedì 27 maggio 2014 **

Raffaele Lombardo condannato a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno

Schermata 2014-02-19 a 20.30.19Ha ascoltato la lettura della sentenza senza battere ciglio. Solo un piccolo cenno a uno dei suoi legali per sussurrare “me l’aspettavo”. Così Raffaele Lombardo commenta la sentenza di condanna di primo grado a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno a Cosa Nostra. Insieme al politico autonomista ed ex presidente di Regione è stato rinviato a giudizio anche il fratello Angelo. Ex parlamentare del Movimento per le Autonomie. Il gup Marina Rizza ha inoltre disposto il rinvio degli atti in Procura per quanto riguarda il potente editore/imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo già sotto indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. A margine della sentenza Lombardo durante una conferenza stampa immediatamente convocata ha espresso il suo disappunto per l’esito del processo.

 Video pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it

Scacco al Padrino, il funerale di Vito Rizzuto

Scacco al Padrino - ScreenshotIl Padrino Vito Rizzuto è morto! La notizia è di quelle che paralizzano l’informazione e non solo. A pochi giorni dal Natale, con i canadesi pronti agli ultimi acquisti e preparativi per le festività, Montréal si sveglia sconvolta dall’annuncio diffuso da quotidiani e radio. In pochissime ore anche i social network rilanciano in tutto il mondo la news.

Perché Vito Rizzuto non è solamente “The Teflon Don” come lo hanno ribattezzato i media canadesi, non è semplicemente il figlio del vecchio ‘campiere’ emigrato da Cattolica-Eraclea, o il capofamiglia della principale organizzazione mafiosa del Nord America. Vito è l’anello di congiunzione tra la “malavita” e il mondo affaristico, imprenditoriale e politico del paese…

continua a leggere l’articolo completo sul sito Narcomafie oppure acquista la rivista in libreria, all’interno troverai anche le interviste ad Antonio Nicaso e Adrian Humphreys

Vito Rizzuto: omicidio o morte naturale?

Rizzuto_NarcomafieIl 21 dicembre 2013 i principali quotidiani canadesi pubblicano con stupore prima la notizia del ricovero di Vito Rizzuto (nella foto) e successivamente quella della morte del boss più importante dell’organizzazione mafiosa del Nord America. Eppure molte ombre e sospetti accompagnano gli ultimi attimi del Boss, per capire meglio cosa possa essere successo lo abbiamo chiesto ad Antonio Nicaso, giornalista e autore di “Acqua santissima: La Chiesa e la ‘ndrangheta” (Mondadori, 2013) scritto insieme al procuratore Nicola Gratteri, e a Adrian Humphreys, giornalista di «The Nation Post» e autore di “The Sixth Family: Vito Rizzuto e il collasso della mafia americana” (Armando Curcio Editore, 2009) scritto insieme a Lamothe Lee….

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Mafia e Miniere: la strage silenziosa

Miniere - Fatto Quotidiano«L’ultima strage di Cosa Nostra non fa rumore. Non è un omicidio, non sparge sangue a colpi di kalashnikov e non ha bisogno di tritolo. Perché l’ultimo eccidio lasciato in eredità dai boss affonda il suo potenziale di morte in profondità, decine e decine di metri sottoterra, nel silenzio della campagna siciliana».

A scriverlo è il giornalista Giuseppe Pipitone nel suo articolo “Mafia, l’ultima strage silenziosa: i morti di tumore per i rifiuti interrati nelle cave”, pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it dove ricostruisce la vicenda di ecomafia legata alle miniere siciliane presenti nel triangolo tra Agrigento, Enna e Caltanissetta. All’interno del pezzo, c’è anche la mia intervista come autore dell’inchiesta Miniere di Stato finalista al Premio Roberto Morrione:

«Fino al 1994 gli abitanti della zona raccontano di aver visto un via vai di camion: nessuno sa cosa trasportassero, ma li vedevano dirigersi verso le miniere che invece avrebbero dovevano essere chiuse da almeno un decennio» racconta Saul Caia, autore insieme a Rosario Sardella della video inchiesta Miniere di Stato. I due giornalisti, durante un sopralluogo nei pressi della miniera di Bosco Palo, si sono imbattuti in alcuni documenti che proverebbero l’arrivo in Sicilia di rifiuti speciali ospedalieri provenienti da Forlì in maniera assolutamente clandestina».

In poche ore la notizia è stata ripresa da diversi organi di stampa e condivisa da numerosi utenti tramite i social network. Ancora una volta gli organizzatori del Premio Morrione hanno segnalato, postando  l’importanza dell’inchiesta sulle miniere.

Miniere - Premio Morrione

Anche il quotidiano locale GiornaleSicano.it ha condiviso all’interno della sua home page l’articolo de Il Fatto Quotidiano e inserito al suo interno l’inchiesta video trasmessa a gennaio 2012 su RaiNews.

Miniere - Giornale Sicano

Il boss Moreno Gallo ucciso ad Acapulco

(foto Milenio.com)

(foto Milenio.com)

Acapulco, una domenica qualunque nella zona costiera di Miguel Aleman, litorale turistico della regione di Guerrero in Messico. Un uomo italiano, con pantaloni bianchi e una polo rossa a strisce bianche, è seduto al ristorante “Forza Italia” mentre sta cenando insieme al titolare del locale. Alle 21:20 un killer, interamente vestito di nero, fa irruzione nel locale e con una 9 mm esplode diversi colpi d’arma da fuoco, freddando l’uomo…

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La galassia Cuntrera-Caruana e la Mafia Export

Narcomafie_10:2013“Un uomo sulla sessantina, ammanettato e scortato dalla polizia, è appena atterrato all’aeroporto di Fiumicino: è il 27 agosto scorso. Capelli corti e brizzolati, indossa maglietta bianca e pantaloni beige. Calza scarpe bianche e in mano tiene due borse, una vistosa di colore rosso e una camicia di jeans blue. È Vincenzo Triassi, arrestato dalla Jefatura Superior de Policia del Cuerpo Nacional de Policia spagnola, a Tenerife, dov’era latitante insieme con la moglie ed estradato inseguito al mandato di cattura internazionale emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma…”

Il potere della galassia Cuntrera-Caruana dal Venezuela ad Ostia, l’omicidio di Joe Bravo luogotenente della famiglia Rizzuto di Montréal avvenuto a Bagheria, e la rete internazionale della ‘ndrangheta del Siderno guidata da Giuseppe Commisso sono le tre storie che vi racconterò in “L’alba di una nuova era?”, articolo che troverete all’interno del numero di ottobre di Narcomafie intitolato “Le mosse del drago”, disponibile in libreria o in formato pdf sul sito.