Gela: le bonifiche eviterebbero 47 morti e 281 tumori ogni anno

Tumori a Gela - Articolo FaiNotizia

È stata calcolata anche la valutazione economica dell’impatto sulla salute dell’inquinamento che si risparmierebbe grazie alla bonifica. Lo studio ha stimato che in media rimuovendo le fonti di esposizione attraverso bonifiche, potrebbero essere evitati ogni anno 47 casi di morte prematura, 281 casi di ricoveri ospedalieri per tumore e 2702 ricoveri ospedalieri per altre cause legate o associabili ad inquinamento. Tutto ciò porterebbe a un beneficio netto che ammonta a 3,6 miliardi di euro per il sito di Priolo e 6,6 miliardi di euro per il sito di Gela…

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Miniere di Stato: interrogazione parlamentare

Interrogazione fotoGli on. Azzurra Cancelleri e Claudia Mannino, deputate del Movimento 5 Stelle, portano all’attenzione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le problematiche riscontrate nel territorio di Caltanissetta ed Enna in seguito al possibile smaltimento di rifiuti speciali, ospedalieri e nucleari all’interno delle cave minerarie attualmente dismesse.

L’interrogazione parlamentare (4-01650) è stata presentata l’8 agosto scorso, e all’interno viene fatto riferimento diretto all’inchiesta video «Miniere di Stato», realizzata insieme al collega Rosario Sardella, finalista del premio “Roberto Morrione” e andata in onda su RaiNews:

{Premesso che: stando alle notizie pervenute, attraverso la lettura delle pagine online «il fatto nisseno», «avvenire» dal convegno «Miniere: problema o risorsa», emergerebbe che per gli abitanti dell’area aumenta il rischio di ammalarsi di tumore: almeno 9 decessi su 19 nell’ultimo anno a Serradifalco sono dovuti a malattie tumorali e neuro-linfatiche degenerative;

Come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella video-inchiesta «Miniere di Stato», si evince che la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue, il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo. Un tempo fonte di ricchezza per l’isola, dagli anni ’90 considerate il punto nevralgico per lo smaltimento illecito di rifiuti, anche radioattivi, «impossibile dire con precisione che tipo di rifiuti — spiega Caia, giornalista freelance siracusano ma residente a Catania — nonostante i racconti passino di bocca in bocca tra gli abitanti, nessuno è mai andato effettivamente a controllare. Sulla questione, le procure di Palermo e Caltagirone hanno aperto delle inchieste, «L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ammette di aver rilevato un alto tasso radioattività nelle zone, ma di non essere riuscita a capire se derivi dal potassio presente o da qualcosa che c’è sotto il terreno».

Nessuno, però, ha svolto indagini sui corsi d’acqua e i terreni agricoli, quelle stesse radiazioni, così come sono in grado di scalare la miniera dall’interno, emergendo in superficie in quantità limitata rispetto all’energia originaria, possono spargersi ancora più in profondità, infiltrandosi nei corsi d’acqua e dunque nel ciclo vitale.

per quanto di sua competenza, il Governo intenda mettere in atto delle indagini circa l’uso della miniera, se non ritenga opportuno predisporre controlli approfonditi sulle condizioni delle falde acquifere}.

La notizia è stata ripresa da alcuni quotidiani web siciliani: LiveSicilia e BlogSicilia, anche TeleFuturaNissa ha realizzato un servizio televisivo in merito.