Convegno Montedoro: su ecomafia & miniere restano troppi dubbi

Convegno MontedoroIl convegno di Montedoro, in provincia di Caltanissetta, ha dato diversi spunti sulla vicenda dell’ecomafia nelle miniere dismesse dell’isola.

Si è parlato dell’inquinamento prodotto dal possibile occultamento di rifiuti speciali, radiottivi e ospedalieri, nelle gole delle cave. Altro problema di notevole importante è stato l’elevato tasso tumorale presente nell’area del Vallone, zona nord della provincia nissena, in cui risulterebbero malattie e decessi più elevati rispetto all’area di Gela, nel quale è presente il polo petrolchimico.

Convegno Montedoro - Giornale
Articolo pubblicato su “Il Giornale di Sicilia” sul convegno tenutosi a Montedoro.

 

In questo video, realizzato dalla testata “Valloneweb.tv“, sono raccolti gli interventi principali del convegno e le interviste agli ospiti.

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Miniere di Stato sarà visto dagli emigranti riesini

Convegno MontedoroRiesi. Da domani a domenica a Grugliasco l’Associazione culturale Casa Sicilia presieduta da Silvana Bonfiglio presenta una mostra dedicata al mondo minerario, dal titolo «Uomini e miniere». Ogni anno l’associazione di cui fanno parte molti emigrati affronta delle tematiche inerenti alla miniera, che sono molto attuali: per esempio lo smaltimento dei rifiuti tossici nelle miniere siciliane. All’iniziativa prenderanno parte i giornalisti Saul Caia e il riesino Rosario Sardella che pochi giorni fa hanno trattato questo argomento a Montedoro, dove l’Amministrazione aveva organizzato il convegno dal titolo «Viaggio all’interno delle miniere: qual è la verità? ». I due giornalisti sono stati invitati dall’associazione per parlare e portare alla luce quella verità che sta nascosta sotto tonnellate di terra e milioni di metri cubi d’acqua. Infatti molte miniere, dopo la loro chiusura, sono state appositamente riempite di terra e allagate, per evitare ulteriori crolli. In questi ultimi anni molti enti hanno fatto delle indagini sul terreno e sulle acque, dando risultati abbastanza ambigui. Infatti è proprio da qui che si sviluppa l’inchiesta giornalistica «Miniere di Stato». A tal proposito il giornalista riesino afferma: «Insieme al collega siamo stati invitati dalla associazione per proiettare il video che abbiamo realizzato ed aprire un dibattito con la gente; con questa video-inchiesta spero di aver acceso i riflettori su uno dei problemi più tangibili della provincia nissena, che oggi eredita solo inquinamento e malattie. Oggi la gente ha apprezzato il lavoro giornalistico teso alla ricerca della verità».

**Articolo scritto da Giuseppe Montedoro e pubblicato su La Sicilia il 23 gennaio 2014La Sicilia Caltanissetta 23:01:2014

 

“Segreti di Stato – affari nel sottosuolo”, convegno a Grugliasco (TO)

Convegno Grugliasco - InvitoUn convegno a Grugliasco, in provincia di Torino, organizzato dal “Centro studi La Casa Sicilia” domenica 26 gennaio in occasione della 12^ mostra “Uomini e Miniere” per parlare dei “Segreti di Stato – Addari nel sottosuolo”.

Sarò presente per l’occasioe, insieme al collega Rosario Sardella, ed oltre alla proiezione di alcune parti dell’inchiesta video “Miniere di Stato”, si terrà un ampio dibattito moderato dal consigliere comunale Serafino Gianni Sanfilippo, al quale parteciperanno il direttore di Cinemambiente Gaetano Capizzi, il Presidente di Legambiente Piemonte, Fabio Dovana “Avviso Pubblico”.

Interverranno anche il sindaco Roberto Montà e l’assessore all’ambiente Luigi Turco.

* Comunicato ufficiale dell’evento.

“Miniere: qual’è la verità?”, convegno a Montedoro (CL)

Miniere ed ecomafia - Convegno a Montedoro (CL)Il prossimo venerdì 17 gennaio a Montedoro, in provincia di Caltanissetta, ci sarà il convegno “Viaggio all’interno delle miniere: qual’è la verità?” organizzato dall’amministrazione locale per parlare dei misteri che lega il territorio nisseno alla miniere dismesse e al possibile smaltimento di rifiuti all’interno delle loro cave.

Per l’occasione sarà proiettata in forma integrale l’inchiesta “Miniere di Stato”, seguirà un ampio dibattito sul binomio: ecomafia e miniera.

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Mafia e Miniere: la strage silenziosa

Miniere - Fatto Quotidiano«L’ultima strage di Cosa Nostra non fa rumore. Non è un omicidio, non sparge sangue a colpi di kalashnikov e non ha bisogno di tritolo. Perché l’ultimo eccidio lasciato in eredità dai boss affonda il suo potenziale di morte in profondità, decine e decine di metri sottoterra, nel silenzio della campagna siciliana».

A scriverlo è il giornalista Giuseppe Pipitone nel suo articolo “Mafia, l’ultima strage silenziosa: i morti di tumore per i rifiuti interrati nelle cave”, pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it dove ricostruisce la vicenda di ecomafia legata alle miniere siciliane presenti nel triangolo tra Agrigento, Enna e Caltanissetta. All’interno del pezzo, c’è anche la mia intervista come autore dell’inchiesta Miniere di Stato finalista al Premio Roberto Morrione:

«Fino al 1994 gli abitanti della zona raccontano di aver visto un via vai di camion: nessuno sa cosa trasportassero, ma li vedevano dirigersi verso le miniere che invece avrebbero dovevano essere chiuse da almeno un decennio» racconta Saul Caia, autore insieme a Rosario Sardella della video inchiesta Miniere di Stato. I due giornalisti, durante un sopralluogo nei pressi della miniera di Bosco Palo, si sono imbattuti in alcuni documenti che proverebbero l’arrivo in Sicilia di rifiuti speciali ospedalieri provenienti da Forlì in maniera assolutamente clandestina».

In poche ore la notizia è stata ripresa da diversi organi di stampa e condivisa da numerosi utenti tramite i social network. Ancora una volta gli organizzatori del Premio Morrione hanno segnalato, postando  l’importanza dell’inchiesta sulle miniere.

Miniere - Premio Morrione

Anche il quotidiano locale GiornaleSicano.it ha condiviso all’interno della sua home page l’articolo de Il Fatto Quotidiano e inserito al suo interno l’inchiesta video trasmessa a gennaio 2012 su RaiNews.

Miniere - Giornale Sicano

Miniere di Stato: interrogazione parlamentare

Interrogazione fotoGli on. Azzurra Cancelleri e Claudia Mannino, deputate del Movimento 5 Stelle, portano all’attenzione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le problematiche riscontrate nel territorio di Caltanissetta ed Enna in seguito al possibile smaltimento di rifiuti speciali, ospedalieri e nucleari all’interno delle cave minerarie attualmente dismesse.

L’interrogazione parlamentare (4-01650) è stata presentata l’8 agosto scorso, e all’interno viene fatto riferimento diretto all’inchiesta video «Miniere di Stato», realizzata insieme al collega Rosario Sardella, finalista del premio “Roberto Morrione” e andata in onda su RaiNews:

{Premesso che: stando alle notizie pervenute, attraverso la lettura delle pagine online «il fatto nisseno», «avvenire» dal convegno «Miniere: problema o risorsa», emergerebbe che per gli abitanti dell’area aumenta il rischio di ammalarsi di tumore: almeno 9 decessi su 19 nell’ultimo anno a Serradifalco sono dovuti a malattie tumorali e neuro-linfatiche degenerative;

Come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella video-inchiesta «Miniere di Stato», si evince che la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue, il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo. Un tempo fonte di ricchezza per l’isola, dagli anni ’90 considerate il punto nevralgico per lo smaltimento illecito di rifiuti, anche radioattivi, «impossibile dire con precisione che tipo di rifiuti — spiega Caia, giornalista freelance siracusano ma residente a Catania — nonostante i racconti passino di bocca in bocca tra gli abitanti, nessuno è mai andato effettivamente a controllare. Sulla questione, le procure di Palermo e Caltagirone hanno aperto delle inchieste, «L’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) ammette di aver rilevato un alto tasso radioattività nelle zone, ma di non essere riuscita a capire se derivi dal potassio presente o da qualcosa che c’è sotto il terreno».

Nessuno, però, ha svolto indagini sui corsi d’acqua e i terreni agricoli, quelle stesse radiazioni, così come sono in grado di scalare la miniera dall’interno, emergendo in superficie in quantità limitata rispetto all’energia originaria, possono spargersi ancora più in profondità, infiltrandosi nei corsi d’acqua e dunque nel ciclo vitale.

per quanto di sua competenza, il Governo intenda mettere in atto delle indagini circa l’uso della miniera, se non ritenga opportuno predisporre controlli approfonditi sulle condizioni delle falde acquifere}.

La notizia è stata ripresa da alcuni quotidiani web siciliani: LiveSicilia e BlogSicilia, anche TeleFuturaNissa ha realizzato un servizio televisivo in merito.

Miniere e scorie nucleari: silenzi e segreti di Stato

Avvenire_1Il quotidiano Avvenire torna a parlare delle miniere siciliane e del possibile deposito di scorie nucleari, citando l’inchiesta Miniere di Stato:

“Come hanno rivelato due giovani reporter siciliani, Rosario Sardella e Saul Caia, nella straordinaria video-inchiesta “Miniere di Stato”, la documentazione degli enti ambientali incaricati di verificare l’eventuale presenza di radioattività, contiene affermazioni ambigue. Il livello di radiazioni esterno alla miniera di Pasquasia, dunque in superficie, viene «verosimilmente» attribuito al tipo di potassio presente nel sottosuolo”.

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Miniere di Stato un anno dopo

Morrione_1

Ad un anno di distanza dalla realizzazione di “Miniere di Stato”, si continua ancora a parlare dell’inchiesta video seconda classificata alla prima edizione del premio “Roberto Morrione” e trasmessa in onda su RaiNews. Qui potete visitare il sito del premio e leggere la rassegna stampa.

Il nostro lavoro è stato persino segnalato con un tweet dalla kermesse del premio “Ilaria Alpi”

Ilaria_Alpi_tweet

Il Sole 24 Ore su ecomafia e miniere

Bosco Palo - IlSole24Ore

Continua a far discutere l’inchiesta “Miniere di Stato”. Ancora una volta, con un articolo ben dettagliato, Il Sole 24 Ore ricostruisce il ritrovamento dei documenti nella villetta vicina alla miniera di Bosco Palo e racconta il possibile smaltimento di rifiuti speciali all’interno delle cave del sito minerario.

Sulla carta intestata ci sono nuvole bianche e sorridenti. La società si chiama Aria, ha sede a Catania, e a partire dal logo vorrebbe lanciare un messaggio di pulizia e di rispetto per l’ambiente. Eppure questa azienda, che si occupava tra le altre cose di smaltimento di rifiuti speciali, è sospettata di essere la principale responsabile dell’avvelenamento di una intera area nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, tra i comuni di Serradifalco, San Cataldo e Mussomeli. 

Bosco Palo 2 - IlSole24Ore

Parliamo della miniera di Bosco Palo, nel territorio del comune di San Cataldo ma a tre chilometri in linea d’aria dal centro di Serradifalco, un tempo giacimento di sali potassici (kainite) utilizzati anche in agricoltura, chiusa dal 1988. Un impianto che negli anni Sessanta, con un milione di tonnellate l’anno di produzione dai tre pozzi, dava lavoro a 600 persone: appartenuta alla Montecatini fino al 1978 la miniera è poi passata all’Ispea, società con capitali pubblici, fino alla chiusura avvenuta nel 1988. E da allora è diventata una bomba ecologica e una minaccia per la salute dei cittadini. Per due motivi….

continua a leggere l’articolo di Nino Amadore su Il Sole 24 Ore.it

Miniere dismesse: risorsa o problema?

Convegno Miniere SerradifalcoSi continua a parlare di “Miniere di Stato”. L’inchiesta, realizzata con il collega Rosario Sardella, che ha raccontato i retroscena delle cave siciliane dismesse ed utilizzate come discariche, tiene alto l’interesse verso il tema. Al convegno organizzato a Serradifalco, nella giornata di sabato da Confindustria Sicilia, si è fatto riferimento all’impatto tumorale nelle province di Caltanissetta ed Enna. Secondo i dati, nelle zone limitrofe alle miniere, la possibilità di contrarre determinate malattie è molto più alto rispetto ad aree fortemente industrializzate.

Durante il dibattito, oltre alla proiezione di una parte del filmato dell’inchiesta andata in onda lo scorso gennaio su RaiNews, si è parlato dei documenti, che insieme al collega Sardella, abbiamo ritrovato a pochi chilometri dalla miniera Bosco-Palo, e che mostrerebbero un possibile smaltimento di rifiuti ospedalieri, anche speciali, all’interno della cava mineraria.

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