Il calcio nuovamente in farmacia?

Sembra passato un secolo da quella torrida estate del 1998 quando lo sport più amato dagli italiani venne sconvolto per sempre. “Il calcio deve uscire dalle farmacie”, tuonò Zdenek Zeman, allora allenatore della Roma. A partire da quella frase niente fu più lo stesso. Iniziò la caccia alle streghe, si susseguirono tantissimi casi di doping di tutti i tipi e parallelamente un’infinito processo alla Juventus e al suo medico sociale Riccardo Agricola, che però non portò mai a sciogliere i tanti dubbi. I sospetti rimangono vivi negli occhi degli appassinati, mentre oggi emergono strani casi legati ai giocatori del Milan. Prima Gattuso e poi Cassano vengono colpiti da traumi neurologici che li costringono a stare lontano dai campi. Cos’ha prodotto questi traumi? Stress? Doping? Ma il calcio è uscito davvero dalle farmacia? Persino il Fatto Quotidiano s’interroga sulla vicenda. Al momento non sappiano le vere cause dei malori che hanno colpito i milanisti. Tra l’altro proprio Gattuso si rifiutò insieme a Pancaro, nel marzo del 2005, ad un controllo antidoping nel post partita Roma-Milan. In questa breve memoria però, proviamo a elencare i grandi casi di doping che hanno segnato il calcio italiano. Continua a leggere

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Il clemente suicidio

“Se vince De Magistris mi suicido, non si è mai visto un magistrato sindaco di una grande città”, era la provocazione lanciata da Clemente Mastella ai microfoni del programma radiofonico ‘Un giorno da pecora’, andato in onda su Radio2 il 28 aprile. Il deputato dell’Udeur si è però buttato la zappa sui piedi, perché un mese dopo, proprio Luigi De Magistris stravince con un netto divario le elezioni napoletane diventando sindaco della città. Da quel momento si scatena sul web un enorme sbeffeggio nei confronti di Mastella che ne chiede il suicidio.

Un solo mantra: estremista-comunista!

Che Berlusconi sia affezionato alle parole “comunista”, “estremista”, “rosso” orami è chiaro. In più di 20 anni di continua campagna elettorale il Cavaliere utilizza in maniera ricorrente questa terminologia per attaccare l’opposizione, la stampa, la magistratura o chiunque la pensi diversamente da lui. Continua a leggere