Il boss Moreno Gallo ucciso ad Acapulco

(foto Milenio.com)

(foto Milenio.com)

Acapulco, una domenica qualunque nella zona costiera di Miguel Aleman, litorale turistico della regione di Guerrero in Messico. Un uomo italiano, con pantaloni bianchi e una polo rossa a strisce bianche, è seduto al ristorante “Forza Italia” mentre sta cenando insieme al titolare del locale. Alle 21:20 un killer, interamente vestito di nero, fa irruzione nel locale e con una 9 mm esplode diversi colpi d’arma da fuoco, freddando l’uomo…

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La galassia Cuntrera-Caruana e la Mafia Export

Narcomafie_10:2013“Un uomo sulla sessantina, ammanettato e scortato dalla polizia, è appena atterrato all’aeroporto di Fiumicino: è il 27 agosto scorso. Capelli corti e brizzolati, indossa maglietta bianca e pantaloni beige. Calza scarpe bianche e in mano tiene due borse, una vistosa di colore rosso e una camicia di jeans blue. È Vincenzo Triassi, arrestato dalla Jefatura Superior de Policia del Cuerpo Nacional de Policia spagnola, a Tenerife, dov’era latitante insieme con la moglie ed estradato inseguito al mandato di cattura internazionale emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma…”

Il potere della galassia Cuntrera-Caruana dal Venezuela ad Ostia, l’omicidio di Joe Bravo luogotenente della famiglia Rizzuto di Montréal avvenuto a Bagheria, e la rete internazionale della ‘ndrangheta del Siderno guidata da Giuseppe Commisso sono le tre storie che vi racconterò in “L’alba di una nuova era?”, articolo che troverete all’interno del numero di ottobre di Narcomafie intitolato “Le mosse del drago”, disponibile in libreria o in formato pdf sul sito.

Montréal tra guerre di mafia e affari

Montréal_2Il Canada continua a far parlare di se, ma non in maniera positiva. La “Commissione Charbonneau”, che prende il nome dal giudice France Charbonneau, ha recentemente portato alla luce un fitto sistema di corruzione e tangenti legati all’erogazione e gestione di bandi pubblici nel settore delle infrastrutture nella regione del Quebéc.

L’inchiesta ha esaminato una sequenza di casi in cui è stato rilevato un’ampia infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici, che coinvolgono persino finanziamenti diretti ai partiti e ai politici.

Caso eclatante è quello di Line Beauchamp, ex ministro dell’educazione e vicepresidente dello stato del Quebéc, che durante la raccolta fondi del 2009 aveva ricevuto 2.995 dollari da Domenico Arcuri, imprenditore e affiliato del clan Rizzuto. Arcudi si era presentato come rappresentante della società energetica di carbonio neutro, specializzata nella bonifica dei terreni. In seguito a quella donazione, quando la Beauchamp era Ministero dell’Ambiente, la società di Arcudi aveva ricevuto il certificato di abilitazione energetico richiesto. L’ex ministro, prima di dimettersi a metà del maggio scorso, aveva sostenuto di non conoscere in alcun modo il mafioso. Continua a leggere

«La mafia catanese controlla porto e trasporti»

Doveva essere una semplice tappa di presentazione del nuovo libro di Giovanni Tizian, “Gotica”, invece l’incontro tenutosi lunedì alla facoltà di scienze politiche di Catania si è trasformato in un dibattito sull’intreccio tra mafia e imprenditoria nella città etnea.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: «C’è un cartello che controlla trasporti e il porto. Un fatto evidente, sotto gli occhi di tutti. Un sistema strategico che permette di monopolizzare molte aziende». Poi Lo Bello continua nella sua spiegazione: «Il modus operandi della mafia è quello di controllare il territorio e il mercato», per farlo nella città di Catania bisogna mettere le mani «sul trasporto». Continua a leggere

Forza Giovanni, continua a lottare!

Insieme a Giovanni Tizian (seduto di spalle) dalla redazione di S Catania

Non succede in Sicilia, nemmeno in Calabria dove Giovanni ha le sue origini e dove frequentemente si reca. Ma in Emilia, precisamente a Modena, la città di Enzo Ferrari, della Maserati, dell’aceto balsamico e dei gloriosi Estensi.

Quella emiliana non sembra essere una realtà vicina alla criminalità organizzata, e parafrasando Marcello Dell’Utri, se “la mafia non esiste” in Sicilia, figuriamoci al Nord. Eppure Giovanni Tizian racconta un sistema oscuro che si estende nella pianura padana, attraversando l’appennino tosco-emiliano.

La Lega Nord per anni ha battuto il pugno sul tavolo celando dietro un castello di carta la realtà dell’economia settentrionale, fatta di compromessi e accordi con la criminalità organizzata. 

Mafia, Ndrangheta e Camorra, già dai tempi delle prime confessioni dei collaboratori di giustizia, avevano varcato quella linea Maginot che spaccava in due il Bel Paese. Giovanni, nel suo libro “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” (Round Robin Editrice) lo aveva raccontato. Aveva parlato di pizzo, estorsioni, minacce, corruzione elettorale, appalti truccati. Ma in pochi gli avevano creduto, altri continuavano a storcere il naso e far finta di nulla. Oggi però, che Giovanni per precauzione è stato messo sotto scorta per le sue denuncie e i suoi articoli, quella verità nascosta torna a galla. Tutti tornano a parlare della criminalità al Nord, tutti solidarizzano con Giovanni. Purtroppo in Italia, spesso e volentieri, un giornalista non ha credibilità finché non viene minacciato, messo sotto scorta o persino ucciso. Solo dopo ci si accorge che aveva ragione.

Forza Giovanni, non mollare, continua a lottare. 

La ‘ndrangheta uccise Gianni Versace?

Il 2 dicembre avrebbe compiuto 65 anni. Parliamo di Gianni Versace, lo stilista italiano ucciso nella sua villa di Miami Beach a 52 anni. Una storia che sembrava ormai chiusa, ma che adesso apre un nuovo possibile spiraglio. Continua a leggere