Il trasformismo di Lombardo e Micciché

Lombardo, Micciché e SilvioLo hanno attaccato durante i loro comizi, hanno invitato i propri elettori a non commettere l’errore di votarlo. Il Pdl e Silvio Berlusconi lungo tutta la campagna elettorale delle elezioni regionali siciliane dello scorso 28 ottobre 2012 sono stati il bersaglio prediletto dell’ex Governatore Raffaele Lombardo e del leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè. A meno di tre mesi di distanza, tutto è cambiato e il Cavaliere è tornato ad essere l’alleato di sempre. Trampolino di lancio fondamentale per l’ingresso nei palazzi romani dei partiti sicilianisti. Ecco cosa dicevano di Berlusconi i due leader siculi, ormai auto proclamatisi emblemi del trasformismo politico. (articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano)

Lombardo su Crocetta: “Inciuci? Non ne faccio”

Ora la prospettiva a breve termine che tutti temono, in particolare nell’area Pdl, è quella che Crocetta possa allearsi proprio con i lombardiani riproponendo una sorta “d’inciucio siculo”. Ipotesi smentita da Lombardo. “Io credo – ha spiegato l’ex governatore – che lui si organizzerà per come ritiene opportuno con la sua coalizione rivolgendosi all’aula. Io non interloquirò su questo argomento”.

Guarda l’intervista su Il Fatto Quotidiano

Pulvirenti il self-man siciliano

La rivista Capital e Class Editori nel 2006 lo avevano eletto «miglior imprenditore dell’anno in Sicilia» per la sua «capacità di innovazione in termini di idee, modelli di business e tecnologie». Nino Pulvirenti, patron della compagnia aerea low cost Windjet, è l’esempio siciliano del «self made man», come lo aveva definito Pippo Baudo. E dopo il caos estivo del blocco degli aerei, sembra esser riuscito a trovare il lieto fine anche per una società con 140 milioni di debiti, raccattando i fondi della Regione Sicilia che parteciperà al capitale sociale della Newco. Dal 5 dicembre quattro airbus rimessi a nuovo torneranno a volare nei cieli italiani con un nuovo nome: Aero linee siciliane. Continua a leggere

Catania, muore Pippo Ercolano il re degli ortofrutticoli

CATANIA – Nel pomeriggio di martedì presso la “Tenda Ulisse” di Ognina, zona costiera dI Catania, si sono tenuti i funerali di Pippo Ercolano, storico esponente del clan Santapaola-Ercolano, influente famiglia per gli interessi economici della città.

Solo tre foto, scattate furtivamente con una macchina nascosta da Andrea Di Grazia per il freepress catanese Sud hanno mostrato la cerimonia blindata in grande stile. Moltissimi i presenti, arrivati con auto di grossa cilindrata, parcheggiate sia all’interno che all’esterno del piccolo porticciolo catanese. Il feretro è stato trasportato dalla ditta D’Emanuele, di proprietà di Sebastiano e Natale, cugini di Nitto Santapaola. Proprio Natale sta scontando in carcere una condanna definitiva per omicidio e associazione mafiosa. Anche il figlio Antonino è finito in manette nel 2010 in seguito all’operazione “Cherubino”, nell’ambito dell’indagine sull’infiltrazione dei clan mafiosi nel settore delle onoranze funebri, quando la Dia sequestrò alla famiglia D’Emanuele beni per un valore di 10 milioni di euro. Ad accompagnare l’auto con la salma del defunto, quattro furgoni contenenti circa 16 corone di fiori, omaggi di diverse famiglie e amici vicini al clan, che già nella giornata di lunedì si erano raccolti nell’abitazione di Giuseppe Ercolano per l’estremo saluto. Continua a leggere

PD Sicilia, un partito a pezzi

«Non calendarizzare la votazione della mozione di sfiducia al presidente della Regione è stato un errore politico grave ed inaccettabile che ha disatteso la decisione della Direzione regionale». E’ quanto si legge nell’energico comunicato stampa pubblicato lo scorso 5 luglio, dopo la riunione a Palermo dei segretari provinciali del Partito Democratico. La tirata d’orecchio è nei confronti di Antonello Cracolici, che non era presente in aula durante la mozione di sfiducia del governatore Lombardo. Continua a leggere

Alla Zanzara Lombardo parla di marijuana, mafia e post-politica

Gli irriverenti Cruciani e Parenzio hanno intervistato nel loro programma La Zanzara: Raffaele Lombardo, durante la puntata del 9 luglio, stuzzicandolo su diversi temi. Si è parlato di assunzioni, mafia, uso di droghe, dimissioni e futuro.

Si comincia subito con Cruciani, che ascoltando il tono basso della voce chiede cosa non vada nel governatore e questi risponde che nell’altra stanza lo «aspettano delle persone» con cui deve concludere una riunione. Un assist per Parenzio che attacca subito parlando di “assunzioni”. Il governatore risponde scherzando: «Certamente, un centinaio almeno, altrimenti non ci provo piacere». Continua a leggere

I paladini dell’antimafia

Come ogni anno in questo periodo osservo con distacco il rituale dei “paladini dell’antimafia”. “Onore a Paolo e Giovanni” gridano, “Strage di Stato” scrivono nei loro striscioni, “Mettiamo tutti la foto di Paolo e Giovanni come profilo facebook” promuovono. Saliranno sui palchi per parlare della mafia. Dispenseranno consigli sull’antimafia. Si faranno intervistare e fotografare vicino i familiari delle vittime. Lanceranno chiari messaggi sostenendo che “Cosa nostra si può sconfiggere e che bisogna lottare”. Durerà tutto 2 o 3 giorni, massimo forse una settimana, e poi? Continua a leggere