I signori dei trasporti

Narcomafie 13:04Se non sei dentro un cartello, non è facile trasportare merci e svolgere servizi di logistica. È stato così a Fondi, in provincia di Latina. Chi non faceva parte di determinati consorzi o non si affidava alle ditte compiacenti non entrava nelle attività del mercato ortofrutticolo, tenuto in piedi da un accordo tra mafia catanese, camorra, ‘ndrangheta. È un settore ad altissimo rischio quello dei trasporti. Infiltrarsi nei servizi è congeniale per le mafie. Lo aveva già intuito la vecchia mafia dei padrini, da Calogero Vizzini a Genco Russo che detenevano il monopolio del commercio dello zolfo e delle stesse miniere siciliane…

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Commemorazione Beppe Alfano

Alfano_2Barcellona Pozzo di Gotto ventanni dopo la morte di Beppe Alfano, il cronista messine barbaramente ucciso la notte dell’8 gennaio 1993 da Cosa Nostra.

Un breve video che raccoglie la messa di Don Ciotti al Duomo Santa Maria Assunta, la commemorazione davanti la lapide e la cerimonia d’intitolazione della piazza al cronista.

Rosario Pio Cattafi, l’ombra nera nelle stragi?

Cattafi

«Mi disse che doveva contattare Santapaola, perché aveva saputo che era più malleabile degli altri, per cercare di frenare l’attacco della mafia e mettere fine a questo schifo, alle stragi». A parlare davanti ai giudici è Rosario Pio Cattafi, che depone nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo durante il processo agli ex ufficiali del Ros dei carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Rosario Cattafi non si considera «un collaboratore di giustizia», ma semplicemente «un testimone», e durante il processo spiega di sentirsi in «una situazione di alterazione» che non gli permette di «essere sereno». Continua a leggere

Catania, muore Pippo Ercolano il re degli ortofrutticoli

CATANIA – Nel pomeriggio di martedì presso la “Tenda Ulisse” di Ognina, zona costiera dI Catania, si sono tenuti i funerali di Pippo Ercolano, storico esponente del clan Santapaola-Ercolano, influente famiglia per gli interessi economici della città.

Solo tre foto, scattate furtivamente con una macchina nascosta da Andrea Di Grazia per il freepress catanese Sud hanno mostrato la cerimonia blindata in grande stile. Moltissimi i presenti, arrivati con auto di grossa cilindrata, parcheggiate sia all’interno che all’esterno del piccolo porticciolo catanese. Il feretro è stato trasportato dalla ditta D’Emanuele, di proprietà di Sebastiano e Natale, cugini di Nitto Santapaola. Proprio Natale sta scontando in carcere una condanna definitiva per omicidio e associazione mafiosa. Anche il figlio Antonino è finito in manette nel 2010 in seguito all’operazione “Cherubino”, nell’ambito dell’indagine sull’infiltrazione dei clan mafiosi nel settore delle onoranze funebri, quando la Dia sequestrò alla famiglia D’Emanuele beni per un valore di 10 milioni di euro. Ad accompagnare l’auto con la salma del defunto, quattro furgoni contenenti circa 16 corone di fiori, omaggi di diverse famiglie e amici vicini al clan, che già nella giornata di lunedì si erano raccolti nell’abitazione di Giuseppe Ercolano per l’estremo saluto. Continua a leggere

«La mafia catanese controlla porto e trasporti»

Doveva essere una semplice tappa di presentazione del nuovo libro di Giovanni Tizian, “Gotica”, invece l’incontro tenutosi lunedì alla facoltà di scienze politiche di Catania si è trasformato in un dibattito sull’intreccio tra mafia e imprenditoria nella città etnea.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: «C’è un cartello che controlla trasporti e il porto. Un fatto evidente, sotto gli occhi di tutti. Un sistema strategico che permette di monopolizzare molte aziende». Poi Lo Bello continua nella sua spiegazione: «Il modus operandi della mafia è quello di controllare il territorio e il mercato», per farlo nella città di Catania bisogna mettere le mani «sul trasporto». Continua a leggere