Niscemi, corteo contro No Muos: “Noi venduti da partiti e politici”

No Muos corteo 9:08:14Si sono dati appuntamento alla ‘Sughereta’ di Niscemi (in provincia di Caltanissetta), la riserva naturale che ospita il Muos, il sistema di comunicazione satellitare ad alta frequenza che il governo americano sta realizzando in Italia. Alle 15 di ieri era prevista la quarta manifestazione nazionale che ha avuto inizio circa un’ora dopo, per dare tempo agli attivisti, provenienti da tutta Italia, di raggiungere il presidio permanente dei No Muos…

** continua a leggere l’articolo integrale su Il Fatto Quotidiano.it **

 

** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, il 10 agosto 2014 **

Annunci

Scusate per la manifestazione, ma lo show deve continuare

Protesta BrasileSolidarietà da ogni parte del mondo al popolo brasiliano sceso in piazza per protestare contro le scelte del governo Rousseff, di aumentare il prezzo dei trasporti in concomitanza con l’organizzazione della Confederation Cup di calcio, che si sta svolgendo in Brasile.

Il quotidiano Folha de S. Paolo ha realizzato una mappa con tutte le proteste attive in ogni continente a sostegno del popolo brasiliano. Come spesso è capitato in passato, ad ogni evento o torneo internazionale c’è sempre uno scontro, una protesta, una manifestazione. Ma in nessun caso si è mai arrivato all’annullato.

Nel 1972, nonostante gli 11 morti nel “massacro di Monaco”, il CIO decise ugualmente di riprendere i giochi. In quell’occasione, un commando di terroristi dell’organizzazione palestinese “Settembre Nero” fece irruzione negli alloggi israeliani del villaggio olimpico. Durante l’irruzione vennero uccisi due atleti che avevano tentato di opporre resistenza, mentre furono presi in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica israeliana. La polizia tedesca pianificò una tentativo di liberazione, che però fu un massacro. Durante lo scontro persero la vita i nove atleti sequestrati, cinque fedayyin e un poliziotto tedesco.

In Cina, è il 2008, il mondo torna nuovamente ad indignarsi. Fra gli usi culinari del popolo cinese c’è il frequente utilizzo di carne di cane, disponibile in molti ristoranti del centro città, inoltre gli occidentali desidera più tutela per i minori che vengono sfruttati dai grandi marchi internazionali nella realizzazione di capi d’abbigliamento e di articoli sportivi. Sono passati molti anni, e nonostante qualcuno parli sporadicamente delle vicende della Foxconn, società cinese specializzata nella produzione e assemblaggio di prodotti Apple che sfrutta il lavoro minorile; la realtà cinese non è certamente migliorata, eppure non interessare più a nessuno.

Come per lo Zimbabwe, confinante del Sud Africa (2010) in cui venne organizzato il mondiale di calcio. Il suo dittatore Mugabe regna incontrastato da più di 30 anni, e per l’occasione del mondiale si mobilitarono i pacifisti di tutto il mondo. Alla fine dei giochi, si spengono le luci, lo Zimbabwe è tornato nel dimenticatoio ed il suo dittatore qualche mese fa è venuto in Italia, con al seguito la sua scorta, per salutare Papa Francesco durante l’investitura ufficiale.

Ed i cani ucraini? Il carcere del leader Timoshenko? Tutti ne hanno parlato durante lo scorso Europeo in Ucraina (2012). Una sola parola d’ordine: boicottare l’Europeo. Manifestazioni e proteste in ogni parte d’Europa, ed oggi? Non si parla più dell’Ucraina e della condizione della popolazione.

Pagine dei giornali riempite di storie e racconti, telegiornali che in all news informano sulle condizioni delle proteste e delle manifestazioni. Ieri come oggi, la gente scende in piazza, ma lo show non può fermarsi, deve continuare.

Il mondo guarda Roma indignata

Le manifestazioni degli “indiganti” svoltesi in contemporanea nel mondo sono state tutte pacifiche, l’unica nota negativa arriva dall’Italia. Nella giornata di sabato Roma si è trasfromata nel campo di battaglia tra un piccolo gruppo di esaltati, i “black block”, contro tutti: forze dell’ordine, manifestanti, passanti, giornalisti. Ecco come il mondo ha guardado agli scontri di Roma. Continua a leggere