Il Sole 24 Ore su ecomafia e miniere

Bosco Palo - IlSole24Ore

Continua a far discutere l’inchiesta “Miniere di Stato”. Ancora una volta, con un articolo ben dettagliato, Il Sole 24 Ore ricostruisce il ritrovamento dei documenti nella villetta vicina alla miniera di Bosco Palo e racconta il possibile smaltimento di rifiuti speciali all’interno delle cave del sito minerario.

Sulla carta intestata ci sono nuvole bianche e sorridenti. La società si chiama Aria, ha sede a Catania, e a partire dal logo vorrebbe lanciare un messaggio di pulizia e di rispetto per l’ambiente. Eppure questa azienda, che si occupava tra le altre cose di smaltimento di rifiuti speciali, è sospettata di essere la principale responsabile dell’avvelenamento di una intera area nel cuore della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, tra i comuni di Serradifalco, San Cataldo e Mussomeli. 

Bosco Palo 2 - IlSole24Ore

Parliamo della miniera di Bosco Palo, nel territorio del comune di San Cataldo ma a tre chilometri in linea d’aria dal centro di Serradifalco, un tempo giacimento di sali potassici (kainite) utilizzati anche in agricoltura, chiusa dal 1988. Un impianto che negli anni Sessanta, con un milione di tonnellate l’anno di produzione dai tre pozzi, dava lavoro a 600 persone: appartenuta alla Montecatini fino al 1978 la miniera è poi passata all’Ispea, società con capitali pubblici, fino alla chiusura avvenuta nel 1988. E da allora è diventata una bomba ecologica e una minaccia per la salute dei cittadini. Per due motivi….

continua a leggere l’articolo di Nino Amadore su Il Sole 24 Ore.it

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Pasquasia, la strana chiusura di una miniera attiva

ENNA – La miniera di Pasquasia, situata a metà tra la provincia di Enna e quella di Caltanissetta, è una delle 800 cave presenti in Sicilia. Considerata la terza miniera al mondo per la produzione di sali potassici era una ricchezza di proprietà della Regione Sicilia, amministrata in un primo momento dall’Ente Minerario Siciliano e in seguito dall’Assessorato all’Industria con la partecipazione dell’azienda privata Italkali. L’estrazione mineraria ebbe inizio nel 1959 e terminò nel 1992, anno della brusca chiusura. Continua a leggere

L’articolo di Lirio Abbate oscurato

Qui potrete leggere in forma integrale e originale, senza alcuna modifica, gli articoli di Lirio Abbate e Attilio Bolzoni pubblicati sulla pagina di “RE Le Inchieste” giovedì 29 e successivamente oscurati (venerdì 30) dalla polizia postale per volere della Procura della Repubblica di Caltanissetta, con il provvedimento numero 2602/11 R.G. notizie di reato/Mod. 2 1.

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Repubblica Inchiesta oscurato

Questa volta non si parla di hacker o censura preventiva, la pagina “RE le inchieste”, ovvero Repubblica.it e L’Espresso, è stata oscurata per volere della Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Dodici ore dopo la pubblicazione sul web dell’inchiesta riguardante i verbali segreti di Totò Riina, il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari e il suo aggiunto Domenico Gozzo hanno ordinato il sequesto del materiale, avventuto tramite due ufficiali di Polizia giudiziaria che con l’ordinanza in mano si sono presentati nella sede del Gruppo Espresso in via Cristoforo Colombo a Roma. Nel documento firmato dai procuratori veniva disposto di “estrarre e copiare su supporto informatico le pagine oggetto di seqestro”, ovvero nove file, tra questi erano presenti i verbali degli interrogatori del boss e diversi articoli dei due giornalisti.

Attilio Bolzone e Lirio Abbate avevano anche realizzato un video (postato qui sotto) dove spiegavano la loro inchiesta e ricostruivano con un attore le battute che Totò Riina aveva dichiarato ai procuratori duranti gli incontri tra il 2009 e il 2010. Verbali ritenuti “top secret” dalla Procura di Caltanissetta, che ha preferito bloccare in maniera cautelare, la testimonianza del capo dei capi di Cosa Nostra, attualmente tetenuto nel carcere milanese di Opera, che durante gli interrogatori aveva fatto importanti dichiarazioni sul “papello”, “su Andreotti” e “sulla sua cattura”.

La notizia è subito circolata sugli altri quotidiani e su i diversi social network, si è parlato di bavaglio, di primo caso di censura web, all’interno della galleria fotografica troverete le pagine di RE Inchiesta oscurate, e il profilo facebook dello stesso Lirio Abbate che spiega cosa è successo.

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** per maggiori informazioni ti invito a leggere l’articolo di Massimo Razzi (di Repubblica.it), che spiega la posizione del giornale nei confronti del sequesto **