Salvini a Maletto tra fragole, torte e cocktail

Salvini a Maletto per la sagraIl segretario della Lega Nord Matteo Salvini visita Maletto (Catania), in occasione della rinomata sagra delle fragole, per conoscere il piccolo centro alle pendici dell’Etna che nelle scorse elezioni europee ha regalato il primato di preferenze ai leghisti nell’isola. A fare gli onori di casa Antonio Mazzeo, candidato locale protagonista dell’incredibile exploit di voti, e Angelo Attaguile, vicepresidente alla Camera del gruppo “Grandi Autonomie e Libertà”..

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** L’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano.it, lunedì 16 giugno 2014 **

I signori dei trasporti

Narcomafie 13:04Se non sei dentro un cartello, non è facile trasportare merci e svolgere servizi di logistica. È stato così a Fondi, in provincia di Latina. Chi non faceva parte di determinati consorzi o non si affidava alle ditte compiacenti non entrava nelle attività del mercato ortofrutticolo, tenuto in piedi da un accordo tra mafia catanese, camorra, ‘ndrangheta. È un settore ad altissimo rischio quello dei trasporti. Infiltrarsi nei servizi è congeniale per le mafie. Lo aveva già intuito la vecchia mafia dei padrini, da Calogero Vizzini a Genco Russo che detenevano il monopolio del commercio dello zolfo e delle stesse miniere siciliane…

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«La mafia catanese controlla porto e trasporti»

Doveva essere una semplice tappa di presentazione del nuovo libro di Giovanni Tizian, “Gotica”, invece l’incontro tenutosi lunedì alla facoltà di scienze politiche di Catania si è trasformato in un dibattito sull’intreccio tra mafia e imprenditoria nella città etnea.

A lanciare l’allarme è stato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello: «C’è un cartello che controlla trasporti e il porto. Un fatto evidente, sotto gli occhi di tutti. Un sistema strategico che permette di monopolizzare molte aziende». Poi Lo Bello continua nella sua spiegazione: «Il modus operandi della mafia è quello di controllare il territorio e il mercato», per farlo nella città di Catania bisogna mettere le mani «sul trasporto». Continua a leggere

Forza Giovanni, continua a lottare!

Insieme a Giovanni Tizian (seduto di spalle) dalla redazione di S Catania

Non succede in Sicilia, nemmeno in Calabria dove Giovanni ha le sue origini e dove frequentemente si reca. Ma in Emilia, precisamente a Modena, la città di Enzo Ferrari, della Maserati, dell’aceto balsamico e dei gloriosi Estensi.

Quella emiliana non sembra essere una realtà vicina alla criminalità organizzata, e parafrasando Marcello Dell’Utri, se “la mafia non esiste” in Sicilia, figuriamoci al Nord. Eppure Giovanni Tizian racconta un sistema oscuro che si estende nella pianura padana, attraversando l’appennino tosco-emiliano.

La Lega Nord per anni ha battuto il pugno sul tavolo celando dietro un castello di carta la realtà dell’economia settentrionale, fatta di compromessi e accordi con la criminalità organizzata. 

Mafia, Ndrangheta e Camorra, già dai tempi delle prime confessioni dei collaboratori di giustizia, avevano varcato quella linea Maginot che spaccava in due il Bel Paese. Giovanni, nel suo libro “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” (Round Robin Editrice) lo aveva raccontato. Aveva parlato di pizzo, estorsioni, minacce, corruzione elettorale, appalti truccati. Ma in pochi gli avevano creduto, altri continuavano a storcere il naso e far finta di nulla. Oggi però, che Giovanni per precauzione è stato messo sotto scorta per le sue denuncie e i suoi articoli, quella verità nascosta torna a galla. Tutti tornano a parlare della criminalità al Nord, tutti solidarizzano con Giovanni. Purtroppo in Italia, spesso e volentieri, un giornalista non ha credibilità finché non viene minacciato, messo sotto scorta o persino ucciso. Solo dopo ci si accorge che aveva ragione.

Forza Giovanni, non mollare, continua a lottare. 

Governatore quanto mi costi?

In tempi di crisi forse toccherebbe a tutti tirare la cinghia, ma non sempre il buon esempio viene dalla politica. Non risulta esserci molta differenza fra le Regioni a Statuto Speciale e quelle Ordinarie, quando si parla di “stipendio” i costi lievitano per tutti. In questo nuovo capitolo di “Casta Away” andiamo a vedere quanto guadagnano effettivamente i governatori delle 20 regioni italiane.

fonte foto: menfivive.it

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Nel segno della S

 

foto: CataniaOggi

Antonio Condorelli riparte con una nuova avventura giornalistica, ancora una volta nel segno della consonante “S”. Come SudPress, quando fino al mese scorso era direttore del freepress catanese, e adesso come Esse, il mensile d’inchiesta del gruppo editoriale di Palermo Novantacento libri.

 

“Metteremo a nudo il sistema di potere con intercettazioni inedite sul cartaceo e audio con sottotitoli. Come da tradizione faremo tutti i nomi e i cognomi. Parleremo della mafia che entra nelle opere pubbliche dalla porta principale”, ha detto lo stesso Condorelli durante l’intervista di Claudio Reale, coordinatore editoriale del mensile.

ESSE, mensile d’inchiesta siciliano paragonabile a L’Espresso e Panorama, sbarca finalmente a Catania facendolo dalla porta principale, affidandosi al giornalista, già collaboratore del Fatto Quotidiano e di Report, che negli ultimi mesi con le sue inchieste aveva sconvolto la città dell’elefante.

A Condorelli saranno affidate 16 nuove pagine del mensile che parleranno espressamente di Catania e provincia, non dimenticando le aree di Ragusa e Siracusa. In più sarà prevista un ampia collaborazione riservata al nuovo progetto della WebTv dove saranno pubblicati video, intercettazioni e reportage.